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Data: 21/11/2009
Testata giornalistica: La Repubblica
Maxi-taglio alle linee Amat di Palermo. Meno bus per le periferie. Il piano Saranno soppresse 35 tratte. Dalle attuali 290 vetture si passerà a 260 in tutta la città

Eliminati tre capilinea Nuovo fine corsa nel parcheggio di via Basile. Bellavista: "La rete era vecchia di sedicianni, non ci sarà alcuna penalizzazione"

L'AMAT è pronta a tagliare 35 linee, che riducono di 4 milioni di chilometri i percorsi garantiti fino ad oggidall'azienda di trasporto pubblico di Palermo. Approvata dal Consiglio d'amministrazione la rimodulazionedella rete che, sulla carta, dovrebbe scattare il primo gennaio. «Non si tratta di tagli, ma di una nuova concezione della rete, quella attuale ricordo che era vecchia di 16 anni - dice il presidente Mario Bellavista - Adesso aspettiamo solo il via libera definitivo del Comune». Contrari i sindacati: «Le periferie vengonopraticamente isolate, a pagare questi tagli saranno proprio i palermitani che del bus pubblico hanno più
bisogno», dicono i sindacati, Cgil, Cisl Uil.
Il nuovo piano varato dall'ex municipalizzata prevede il passaggio dalle 90 linee attuali a 55, e la riduzionedei chilometri percorsi dai 23 milioni attuali a 19 milioni. Verranno cancellate linee storiche come quelle che
collegano la Stazione centrale alla periferia, dalla 209 (che collega la stazione con Santa Maria di Gesù) alla220 (Falsomiele), passando per la 221 (Brancaccio), la 225 (Acqua dei corsari)e la 234 (Medaglie d'Oro).
Borgo Nuovo passerà da tre linee a due, che concludono entrambe la corsa a piazzale Lennon, ben lontanodal centro. Nella nuova programmazione della rete vengono inoltre eliminati i capolinea di piazza Principe diCamporeale e piazza Sturzo, mentre quello di piazza Indipendenza sarà trasferito al parcheggio di via Basile.
Con questo piano l'Amat conta di risparmiare per far fronte alla perdita da 12 milioni di euro stimata per il2009, utilizzando meno personale ma soprattutto meno autobus: dai 290 mezzi attuali si passerà a regime a
260. «Con la semplificazione delle linee si ridurrà la capillarità e quindi la lunghezza della rete- dice Bellavista - Il tutto a fronte di un miglioramento della frequenza di passaggio delle singole linee che viene raddoppiatapassando da un tempo medio di 27 minuti a 13 minuti. Per il 90 per cento dell'utenza non cambierà la
distanza dalla fermata più vicina».
«La modifica e la modernizzazione della rete, che era ormai vecchia di 16 anni, eviterà sprechi nell'utilizzo dei bus - conclude Bellavista - Il nuovo piano, che a questo punto aspetta solo il via libera dal Comune per l'ingresso graduale in servizio, farà risparmiare l'azienda e migliorerà il servizio. Ricordo che l'Amat è l'unica azienda che ha subito dall'amministrazione comunale il taglio di 10 milioni di euro». La perdita stimata per il 2009 è di 12 milioni di euro e l'azienda conta di recuperare almeno 7 milioni di euro attraversoi tagli alle linee.
Bellavista interviene anche sulle spese per incarichi e consulenze per la realizzazione del tram, stoppate adesso dall'assessore Mario Parlavecchio: «Non vi è nulla da stoppare - dice Bellavista - Da quando sono in questa azienda non è stata liquidata una sola parcella per incarichi esterni. Ma quanto fatto in passato e
previsto dai contratti dovrà essere pagato». I sindacati sono sul piede di guerra: «Non si possono penalizzare in questo modo le periferie, il servizio garantito dall'Amat in questi anni rischia di svanire nel nulla», dice Gaetano Bonavia, della Filt Cgil. Anche i sindacati provinciali di Cgil, Cisl e Uil criticano il piano e puntano il dito su alcuni sprechi, come quello per le consulenze del tram: «C'è da rimanere allibiti rispetto alle
comunicazioni dell'Amat, ancora una volta a essere penalizzati saranno gli abitanti di quartieri periferici come Borgo Nuovo, Zen, Cep - dicono i segretari di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Calà, Mimmo Milazzo e Antonio Ferro - Il tutto mentre le risorse per il tram destinate ad altro rischiano di ricadere sulle prospettive di miglioramento del traffico e sulla possibilità per i cittadini di utilizzare i mezzi pubblici al posto delle proprie vetture».

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