| |
|
| |
Pescara, 24/04/2026
Visitatore n. 753.419
|
|
|
|
|
|
|
22/11/2009
Il Messaggero
|
Guerra delle candidature, si fa avanti Di Paolo. Piccone lancia l'assessore regionale per neutralizzare la Stati, la sua eterna nemica |
|
PESCARA - Sul ring in due, per adesso. C'era salita Daniela Stati per prima facendo ribollire il sangue al suo nemico Filippo Piccone. L'alzata di mano, l'autocandidatura non erano bastate, ha alzato il tiro la caterpillar Daniela e venerdì nel feudo contrastato degli Stati è apparso il primo manifesto: «Daniela Stati presidente», urla la locandina del bar davanti al municipio di Avezzano e lei l'aveva detto che i suoi novemila fan ci tenevano a vederla sullo scranno più alto della Provincia. Bella candidatura la sua, e anche generosa perchè significa rinuncia a un posto sicuro da assessore per uno insicuro e meno remunerato da presidente. Una sfida mediaticamente potente, lo scontro tra due donne sul terreno scivolosissimo del terremoto, la bionda Stati contro la piccola Pezzopane che fece abbassare in ginocchio per una foto il presidente degli States, roba da richiamare qui gli inviati di mezza Italia. Per questo Piccone si è preoccupato, haivistomai che l'odiata Daniela ce la fa. E va a finire che bionda giovane e carina com'è la sua candidatura convinca pure Berlusconi. Meglio correre ai ripari. Meglio tagliarle le gambe subito. Per questo ieri ha messo in croce Angelo Di Paolo per farlo candidare. E Di Paolo si è fatto avanti, anche lui è un marsicano doc. Meno famoso meno conosciuto con meno appeal e anche meno voti della Stati, ma a lui Angelo Di Paolo è servito dal primo momento proprio a questo: a mettere lo sgambetto e a contrastare la forza della dinasty degli Stati nella Marsica. Così ieri l'assessore regionale al Servizio idrico integrato ha alzato la mano pure lui, «sono disponibie» ha detto. Facendo alzare il livello dello scontro nel Pdl. Nonostante i messaggi di pace che lancia il vicecoordinatore Fabrizio Di Stefano: «Il fatto che dalla classe dirigente regionale e dagli stessi assessori arrivino così tante candidature, significa che nel Pdl c'è senso di responsabilità. Sono atti di generosità e di sacrificio, oltre che di responsabilità, che vanno tenuti nella giusta considerazione». E' un fatto però che il passo di Angelo Di Paolo da oggi in poi farà declinare al plurare le candidature del Pdl: in questa fase Di Stefano e Piccone sembrano convintamente solidali, per niente disposti a scontrarsi anche perchè a primavera si vota a Chieti e lì Piccone non ci metterà becco, il campo è libero per Di Stefano. Se così fosse, è chiaro che la candidatura di Di Paolo ha un solo obiettivo, quello di depotenziare la Stati. Tra i due litiganti il terzo gode, sarà questa la conclusione alla quale arriveranno Piccone & Di Stefano che però nel frattempo hanno messo le Provinciali dell'Aquila al secondo punto all'ordine del giorno: prima c'è Pescara, una grana grossa come una casa, poi si parlerà del capoluogo. Stati e Di Paolo quindi al momento sono due candidature da bruciare, tutte e due. A quel punto la scelta tornerà sulla città capoluogo, ed è probabile che i coordinatori del Pdl dicano che il candidato presidente debba uscire proprio da lì. Nel frattempo è stato contattato il leader dell'Mpa abruzzese Giorgio De Matteis, l'incontro è fissato nei prossimi giorni. Non si sa cosa chiederà Piccone al vicepresidente del consiglio regionale, ma difficilmente De Matteis accetterà una candidatura, ammesso che gliela offrano. Più probabile un patto di alleanza e su questo Piccone è disposto ad offrire molto. De Matteis è sicuramente forte all'Aquila, e a molti appare come il competitor più indicato per la Pezzopane, l'unico forte al punto di poterla sfidare sul terreno dell'aquilanità. Ma è vero anche che la borghesia cittadina ormai dispersa sulla costa non gli ha mai perdonato di non essersi candidato contro Cialente, e gli aquilani non dimenticano. Lui si schermisce, dice no, non mi interessa: «Dissi di no anche a Sospiri». Per il Pdl quindi potrebbe tornare in lizza il consigliere regionale Luca Ricciuti, ma anche lui agli amici ha detto: «E chi me la fa fare». Mica facile battere Stefania Pezzopane.
|
|
|
|
|