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Pescara, 24/04/2026
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Data: 22/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sfratti, le zingare in Comune. Sindaco barricato nella stanza. La protesta contro lo sgombero degli abusivi dalle case popolari

Hanno occupato palazzo di città, piazzandosi davanti la porta d'ingresso della sala giunta. Senza tanti complimento hanno chiesto di essere ricevute dal sindaco. Erano circa una ventina le donne rom che ieri mattina, bambini in braccio e molte cose da chiedere, hanno assaltato il municipio per dire chiaro e forte il loro no allo sfratto degli abusivi dalle case popolari. C'è di nuovo aria pesante per la comunità, le donne decidono di passare al contrattacco. Perché per loro il resto passa in secondo piano, l'unica cosa che conta è che i loro ragazzi non rischino di passare l'inverno in un'auto. «Di noi sanno dire solo che spacciamo, ma nessuno ci ha mai chiesto come si vive in una casa popolare, come stanno i nostri figli - spiega concitata Manuela Spinelli -. Noi siamo i cosiddetti abusivi-regolari perché la casa non ci spetta, ma paghiamo le bolletta, cento euro d'affitto e le spese di condominio. Siamo venute per incontrare Mascia perché è vero che occupiamo appartamenti destinati ad altri e dobbiamo andarcene, ma sta a lui dirci dove, aiutandoci a trovare un'altra sistemazione». E' lui, spiegano, il sindaco che la comunità ha votato.
In prima linea anche Loreta Ciarelli che da giovedì, dopo il blitz, vive in macchina nel piazzale di Ferro di cavallo. E racconta: «Ci hanno cacciato di notte, sono venuti i celerini, neanche stessero arrestando Totò Riina. È inverno e per strada fa freddo, mi chiedo se si rendono conto di cosa vuol dire». Nonostante le ore di attesa il sindaco Mascia, rientrato in tutta fretta da Budapest per risolvere le bizze fra alleati della maggioranza. Era pronto per Masci e Teodoro, le zingare lo hanno preso in contropiede. «Il suo segretario ci ha detto che non dobbiamo rivolgerci a lui, che dobbiamo parlare con l'assessore Del Trecco. Ma neanche lei ci riceve - ha aggiunto Manuela Spinelli -. E cosa hanno fatto di tutta risposta? Hanno chiamato la polizia». E poi hanno continuato: «Noi Mascia l'abbiamo votato, quando è venuto a Rancitelli, durante la campagna elettorale, tra un banchetto e un volantino ha promesso che ci avrebbe aiutati. E adesso neanche ci vuole sentire?».
Trattare con le rom, in assenza di sindaco e assessori barricati nelle loro stanze, è toccato agli agenti della Digos. Uno di loro ha assicurato che avrebbe provveduto a prendere appuntamento con Isabella Del Trecco, assessore alla politica della casa. La quale, pur restando barricata, trova almeno i muscoli per madare a dire: «Non torneremo indietro sugli sfratti: non assegneremo un nuovo alloggio a coloro che due giorni fa sono stati sgomberati in quanto abusivi. E soprattuttole operazioni proseguiranno nei prossimi giorni. L'invito che rivolgiamo a tutti, rom e non, è lasciare spontaneamente la casa occupata senza titolo». Chiaro? Macché: «Torneremo qui tutti i giorni - dicono le donne rom - finché qualcuno non ci ascolterà. Sappiamo che la prossima settimana inizieranno nuovi sfratti, sette a Ferro di cavallo e trenta in tutta Rancitelli. E noi cosa dovremmo fare? Stare con le mani in mano mentre a Pescara continuano a costruire palazzi e ponti e nessuno pensa di fare nuove case popolari?». La manifestazione si è conclusa senza denunce, ma resta alta la tensione della comunità rom.

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