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Data: 22/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Stronzo chi discrimina gli stranieri». Scintille con la Lega. Calderoli replica: lo è anche chi illude gli immigrati

Continua lo scontro sotterraneo nel Pdl, ma per Berlusconi la maggioranza «è molto solida»

ROMA. «Se qualcuno pensa che gli stranieri siano diversi è uno stronzo». Gianfranco Fini non usa giri di parole e, dopo l'"ultimatum" di Cicchitto ai finiani che per differenziarsi starebbero trasformando il Pdl in un «albergo ad ore», torna su diritti degli immigrati e cittadinanza.
Scatenando le ire della Lega che ribatte con Roberto Claderoli: «Fini ha perfettamente ragione a dire che è stronzo chi dice che lo straniero è diverso ma è altrettanto stronzo chi illude gli immigrati: è infatti una stronzata illudere gli extracomunitari che il nostro è il paese di Bengodi». Maggioranza dunque sempre più ai ferri corti. Ma Silvio Berlusconi assicura: «La maggioranza è molto solida e continuerà a governare per altri tre anni e mezzo». Anche se tra Lega e An volano parole pesanti.
Fini sceglie una platea di ragazzini immigrati per replicare a Cicchitto che dalle colonne del berlusconiano Giornale ha attaccato la finiana Flavia Perina, colpevole di aver presentato con Veltroni un disegno di legge per concedere agli immigrati il voto amministrativo. Il presidente della Camera incontra i ragazzi nella sede dell'associazione "Nessun luogo è lontano". Quelli che utilizzano «qualche parola di troppo» nei confronti degli immigrati sono degli stronzi», dice Fini. «Uso questa parola perché se qualcuno dice che siete diversi la parolaccia se la merita, voi la pensate, io la dico». Il presidente incalza i ragazzi. «Da dove venite? Qualche volta vi pesa essere qui?». Bacchetta la stampa. «Titolare che un rumeno o un eritreo hanno compiuto uno scippo è un modo scorretto e impreciso di informare. Sarebbe bello se l'informazione non titolasse con riferimenti etnici perché altrimenti si forma nei cittadini la convinzione che ci sia un'equazione tra lo straniero e il delinquente: uno scippatore è uno scippatore e basta e uomini e donne sono tutti eguali».
Ribatte Roberto Calderoli: «Uguali sì, lo sono tutti gli uomini quando nascono, ma l'integrazione e l'accoglienza prevedono non belle frasi ma degli atti concreti e molta intelligenza nel sapere costruire».
Ma torniamo a Fini. Un ragazzino gli chiede: «Come farà a convincere quelli di destra sull'immigrazione?». «Questa è una bella domanda l'hai pensata tu o te l'hanno suggerita?». Poi torna serio. «Bisogna discutere di queste cose con chi non la pensa come me, ma sono sicuro che se viene qui qualche amico di destra, e anche di sinistra, e parla con voi vedrete che si convincono». «Certo che se parlano da un bel salotto elegante di cose che sanno per sentito dire non si convinceranno mai», aggiunge. Il leader di An è pronto a una parziale revisione della Bossi-Fini. «L'impianto della legge è giusto ma alcune modifiche sarebbero necessarie: allungherei di un anno il periodo per trovare lavoro e sveltirei le pratiche burocratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno».
Il Fini-pensiero piace all'opposizione. «Nel centrodestra non c'è tregua né pace neppure lessicale ma anche se si usano le stesse parolacce c'è chi ha torto e chi ha ragione», dice Rosy Bindi, presidente del Pd. Per Bindi la Bossi-Fini va cancellata. D'accordo con Fini si dichiara anche Lorenzo Cesa, dell'Udc. «Fino a oggi abbiamo conosciuto tra le categorie politiche quelle dei postfascisti e dei postcomunisti - attacca invece il forzista Osvaldo Napoli - ora scopriamo che l'album di famiglia si arricchisce della categoria dei poststronzi».

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