In primavera i cantieri nelle periferie. Parte la demolizione dell'ex sala d'aspetto nelle aree di risulta. «Andrò avanti con il mio dirigente Antonio Biase»
PESCARA. «Resterò assessore ai lavori pubblici fino alla fine del mio mandato». E poi: «Biase è e resterà il mio dirigente». Teodoro batte i pugni sul tavolo e lancia due messaggi di fuoco a Masci e Pescara futura, che hanno chiesto al sindaco di ridimensionare i suoi poteri.
Teodoro, ieri, ha convocato i giornalisti per annunciare l'apertura dei primi cantieri a Pescara, dopo cinque mesi dall'insediamento dell'amministrazione comunale. Erano presenti i presidenti delle Circoscrizioni Portanuova e Castellamare Piernicola Teodoro e Paolo Tarantelli e il consigliere dei Colli Lorenzo Rossi.
L'assessore ai lavori pubblici ha voluto dare un segnale di svolta a coloro che accusano la giunta di immobilismo. Il primo intervento che partirà entro la fine dell'anno è quello della realizzazione di 200 nuovi posti auto nella parte nord delle aree di risulta, con l'abbattimento dell'ex sala d'attesa della stazione, un vecchio edificio abbandonato utilizzato in passato come garage per ospitare l'antica locomotiva. L'assessore ha poi parlato dei finanziamenti per le periferie che ha rischiato di perdere a causa di un braccio di ferro con Masci, che puntava a recuperare ulteriori somme per l'arredo urbano. Teodoro ha spiegato che la giunta ha varato i primi tre studi di fattibilità per riqualificare il quartiere Gescal, ai Colli Innamorati, il piano di zona T, a Zanni e il Cep, a San Donato. I cantieri per rifare le strade apriranno a marzo.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Teodoro ha poi detto chiaramente che non intende cedere la sua delega ai lavori pubblici, né rinunciare al suo dirigente al settore, Antonio Biase, il cui contratto come collaboratore dell'ente scade a fine anno. Un altolà a Carlo Masci e alla sua lista civica, Pescara futura, che hanno lanciato un ultimatum al sindaco Luigi Albore Mascia, per ridurre i poteri di Teodoro e ottenere il controllo delle grandi opere pubbliche. Martedì, arriveranno i vertici regionali del Pdl per ricomporre la frattura nella maggioranza. Intanto ieri il capogruppo del Popolo della libertà Lorenzo Sospiri ha avvertito: «Non ci sono pressioni, né capigruppo tirati per la giacchetta. Il Pdl chiede semplicemente di individuare subito la congiuntura tecnica con il resto della coalizione su quei temi aperti dopo l'approvazione del Piano triennale delle opere pubbliche».