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Data: 23/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
La compattezza del governo dura solo 24 ore. Brunetta attacca Tremonti: «Troppi veti». Ma Berlusconi difende il ministro dell'Economia

Il premier aveva rassicurato sull'unità dell'esecutivo, ma un nuovo scontro riapre le tensioni. La Bindi (Pd): una guerra di successione

ROMA. L'immagine di compattezza del governo, rivendicata da Berlusconi, è stata offuscata con clamore dalla sortita del ministro Brunetta che ha attaccato Tremonti. L'affondo del responsabile della pubblica amministrazione contro i veti ciechi del responsabile dell'Economia ha provocato una levata di scudi a difesa di Tremonti.
Prima con Bonaiuti, che ha accompagnato il premier nella sua visita a Gedda, e poi con le dichiarazioni dei ministri La Russa, Bondi, Matteoli, Sacconi e Ronchi e una dichiarazione congiunta di appoggio a Tremonti dei ministri leghisti Calderoli e Maroni. L' opposizione ha ironizzato sulla sbandierata compattezza dell'esecutivo non dando peso al coro di consensi per il responsabile dell'Economia. Il presidente del Consiglio, peraltro, dall' Arabia Saudita, ha telefonato a Tremonti per riconfermargli il suo pieno appoggio. Giro di telefonate anche con Gianni Letta che ha svolto, come di consueto la sua opera di mediazione. «Il ministro Tremonti esercita un potere di veto sulle iniziative di tutti i ministri. Un blocco cieco, cupo, conservatore, indistinto» ha affermato Brunetta. Concetti ripetuti dal ministro della Pubblica Amministrazione anche in altre interviste dove ha ribadito che «tutti i ministri soffrono per il potere di veto di Tremonti». Da Gedda è stato lo stesso premier a bloccare l'offensiva di Brunetta con una secca dichiarazione del sottosegretario Bonaiuti: «La linea di politica economica seguita da Tremonti è ispirata dal premier e condivisa dall'intero governo». Per primo è intervenuto Altero Matteoli che ha detto di «riconoscersi totalmente nelle parole chiare di Berlusconi» sostenendo che nel Consiglio dei ministri «non c'è stata nessuna rottura» mentre il ministro della Cultura e coordinatore del Pdl Sandro Bondi ha definito «ineccepibile la precisazione di Bonaiuti» e ha avuto parole di elogio per Tremonti i cui «riconoscimenti internazionali» a suo avviso sono «motivo di orgoglio e legittima soddisfazione per l'intero governo». Un invito a non far polemiche perché «danneggiano la coesione del governo» è venuto dal ministro della Difesa La Russa e per il ministro Maurizio Sacconi la risposta di Bonaiuti da Gedda «chiude il caso» mentre il ministro Ronchi ha detto che l'importante è «la comune volontà di rilancio dello sviluppo». Di linea politica comune e di fare squadra ha parlato il Carroccio con l'appoggio di Roberto Calderoli e Roberto Maroni all'amico Tremonti. Al di là delle prese di posizione ufficiali, la polemica di oggi, fa sapere un ministro è «la prosecuzione della lite tra professori» che era scoppiata di recente in Consiglio dei ministri proprio tra Brunetta e Tremonti. E per ammissione dello stesso ministro, una certa «insofferenza» verso colui che tiene i cordoni della borsa, esiste nel Consiglio dei ministri.
Dall'opposizione si ironizza sulla «sbandierata coesione»: «Ormai la maggioranza litiga su tutto» ha commentato Casini. «Siamo al tutti contro tutti» ha osservato il capogruppo dell'Idv al Senato Felice Belisario. Stessa osservazione dal Pd con l'ex ministro Cesare Damiano («maionese impazzita») mentre la presidente del Pd Rosy Bindi ha commentato: «Si è aperta la guerra di successione a Berlusconi». Il Pd ha chiesto a Berlusconi di spiegare in Parlamento quale sia la linea di politica economica. Da Di Pietro una sconsolata ammissione: «Purtroppo questo governo durerà per tutta la legislatura».

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