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Data: 23/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Governo, Brunetta va all'offensiva. La maggioranza blinda Tremonti. Berlusconi: la linea del Tesoro è la mia. E anche la Lega fa quadrato

ROMA - Renato Brunetta contro Giulio Tremonti. Un classico, si dirà. Ma che si ripropone continuamente. E ieri il prof., e ministro, veneziano è andato all'attacco del prof., e ministro valtellinese, così: «Tutti i nostri colleghi del governo soffrono per il potere di veto di Tremonti». Un attacco duro. «Quello di Tremonti - incalza il titolare della Pubblica Amministrazione - è un blocco delle iniziative degli altri ministri di tipo cieco, indistinto, conservatore. Tutti la pensano come me».
Ma il suo attacco non trova sponde dentro il governo e Brunetta resta isolato. Il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, affronta così - smontandola - la grana di giornata: «La linea di politica economica, fondata sul criterio della disciplina di bilancio e seguita dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, è ispirata dal presidente del Consiglio e condivisa dall'intero governo». A stretto giro di posta, arrivano le dichiarazioni degli altri membri del governo. Sacconi, titolare del Welfare: «Bonaiuti ha espresso una definizione univoca e da tutti condivisa della politica economica del governo. Il caso è chiuso. E il governo è solidissimo».
Tremonti tace, ma incassa le dichiarazioni in sua difesa. Ecco Sandro Bondi: «I riconoscimenti internazionali per la politica economica del nostro ministro sono un motivo di orgoglio e legittima soddisfazione per l'intero esecutivo». Che a cominciare dal premier, fa quadrato intorno al Divo Giulio. Compresa ovviamente la Lega. Con Calderoli e Maroni che firmano un comunicato congiunto: «La linea economica di Tremonti è la linea economica condivisa da tutto il governo».
Dopo le dichiarazioni alla stampa, Brunetta torna a parlare del collega via radio. Frena un po' rispetto alle dichiarazioni precedenti. E comunque osserva: «Io e Giulio ci consociamo da trent'anni. Lui è un geniaccio molto bravo e serio. Ma non è facile lavorarci assieme. Lui ha fatto benissimo il Signor No durante la crisi. Ora deve cambiare ruolo e fare il Signor Sviluppo».
La Russa invita alla calma: «Basta polemiche che danneggiano la nostra coesione». La danneggiano al punto che l'opposizione gongola. E descrive maggioranza e esecutivo in balia delle loro baruffe interne, mentre il Paese non è governato adeguatamente. Immagini così: «Governo alla frutta» (Pd). «Governo alla canna del gas» (Italia dei Valori), «Governo diviso su tutto» (Udc).
Gli attacchi brunettiani insomma muovono le acque (a tempesta) sia dentro sia fuori dalla maggioranza e dai partiti che la compongono.
Riecco Bondi: «Il problema è che Silvio crea e altri disfano». E un altro ministro, Matteoli: «Io sto completamente con la linea di politica economica condivisa da tutti, che è quella di Berlusconi e di Tremonti. Noi siamo un governo unito, non diviso». Non è vero, ribatte il Pd. Che chiede a Berlusconi di andare in Parlamento a chiarire qual è la linea di politica economica che sta adottando.

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