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Pescara, 24/04/2026
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Data: 24/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Comune di Pescara, i nodi della crisi al tavolo del Pdl. Albore Mascia a rapporto da Piccone e Di Stefano: basta "strappi" tra Masci e Teodoro

Deleghe di giunta, riforma della pianta organica, piano triennale delle opere pubbliche e infine i rup, cioè i dirigenti responsabili unici del procedimento per le opere pubbliche. Quattro temi, quattro problemi, quattro motivi di crisi in quattro mesi per l'amministrazione comunale: crisi che Luigi Albore Mascia rifiuta di vedere, «stiamo andando bene, abbiamo quindici appalti pronti a partire, c'è l'operazione città pulita, la maggioranza è solida» ha detto in serata al microfono di Rete8. «Non aspettatevi modifiche in giunta» ha ammonito poi, «rivedremo solo i Rup. Potrei semmai assumere la delega all'arredo urbano», scelta utile a nobilitare il ruolo dell'architetto Lepore, tecnico caro a Masci. Ma tant'è: i coordinatori regionali del Pdl, Di Stefano e Piccone, aspettano Luigi Mascia questa mattina alle 10 al tavolo del centrodestra per affrontare la questione; lo stesso sindaco, in chiusura del consiglio comunale, era atteso ieri sera ad un primo faccia a faccia con il capogruppo e coordinatore provinciale Lorenzo Sospiri; sempre lui, Albore Mascia, sapeva bene che ieri in aula Pescara Futura era pronta ad abbandonare la seduta subito dopo il confronto su Attiva, finalizzato alla riforma dello statuto per nominare un amministratore unico. Proprio su richiesta del capogruppo di Pescara Futura, Gianni Santilli, accolta a maggioranza, il punto all'ordine del giorno è stato anticipato. Il confronto in aula è stato serrato, il Pd con Alessandrini ha sentito in questa modifica «un odore di gattopardismo, cambiare tutto per non cambiare nulla, volete solo estromettere i tre membri del cda» ha detto il capogruppo. «Chi pagherà il risarcimento ai tre esonerati?» ha chiesto il giovane Sulpizio (IdV). La delibera formulata dal direttore generale Stefano Ilari è stata bersagliata di emendamenti dal centrosinistra e difesa dal centrodestra. «E' un copia-incolla, non regge» ha detto Fusilli. Così il sindaco Mascia: «Con un solo amministratore riduciamo i costi e aumentiamo l'efficienza grazie a un vertice a noi più legato. Nessuna questione personale con i tre membri del cda, ricordo però che furono nominati dal centrosinistra poco prima delle elezioni». Con l'effetto del decreto Ronchi l'amministrazione dovrà comunque rimettere mano allo statuto: «Se così è lo faremo» ha ribattuto il sindaco.
Fuori dell'aula non si parlava che di crisi. L'assessore Gianni Teodoro distribuiva sorrisi, «problemi in maggioranza? nessuno, al tavolo si parlerà di questioni regionali e della politica abruzzese» ha detto. Di opposto avviso Lorenzo Sospiri, che il tavolo di oggi l'ha fortemente voluto: «Va trovata una mediazione, c'è un patto elettorale che va mantenuto - ha sottolineato il capogruppo consiliare e coordinatore provinciale del Pdl - dunque mettiamo fine a questa vicenda che sta diventando farsesca». Al sindaco Luigi Mascia si chiede un cambiamento di passo in un'amministrazione comunale che sempre più pescaresi giudicano in stallo. A Carlo Masci e Gianni Teodoro, leader di liste civiche legate al Pdl, si chiederà di trovare l'intesa. Tutto ciò dipende dal Pdl e ancora di più dal sindaco. Le richieste di Pescara Futura sono note: riequilibrio nella dirigenza e in giunta. Questione politica, nessun contrasto con Teodoro. «Vedo un clima conciliante, spero che tutto si risolva al meglio» ha auspicato Santilli. In bilico il dirigente ai lavori pubblici: il contratto del teodoriano architetto Biase scade a fine anno e anche ieri nei corridoi del palazzo gironzolava l'ingegner Taraborrelli in odore di nomina.



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