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Pescara, 24/04/2026
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Data: 24/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Villa Pini, cassa integrazione ai lavoratori» Cgil, Cisl e Ugl: due giorni di sciopero per avere gli stipendi

PESCARA. Due giorni di sciopero contro la proprietà che non paga gli stipendi e una trattativa con la giunta regionale per avere i fondi della cassa integrazione in deroga. Sono le iniziative promosse da Cgil, Cisl e Ugl per i 1600 lavoratori del Gruppo Villa Pini senza stipendio da 8 mesi. Gli scioperi dovrebbero tenersi mercoledì e giovedì nel frattempo la giunta vuole prima capire se ci sono concrete possibilità per la concessione degli ammortizzatori sociali. Al tavolo della trattativa ci saranno gli assessori alla sanità, Lanfranco Venturoni e l'assessore alla politiche sociali, Paolo Gatti. L'iniziativa sarà seguita anche dal presidente della giunta Gianni Chiodi che aveva assicurato un suo diretto impegno a Roma al ministero del Welfare.
L'appuntamento con Venturoni e Gatti potrebbe esserci domani mattina a Pescara nella sede della Regione. «Tutto quello che sarà possibile fare sarà fatto in aiuto e sostegno dei lavoratori che giustamente rivendicano gli stipendi», dice Venturoni, «la giunta esaminerà tutte le strade possibili, sempre però nel rispetto delle norme».
Dopo le tensioni della scorsa settimana tra occupazioni di alcune strutture come quella di Santa Maria ad Avezzano e la decisione della maggioranza di centrodestra di approvare una legge che revoca gli accreditamenti delle cliniche che non pagano gli stipendi, i riflettori sulla vertenza sembrano abbassarsi. «Nulla», osserva Davide Farina della Cisl, «si sa delle iniziative promosse dai prefetti dell'Aquila e di Chieti, così della Commissione d'indagine del Senato, mentre la proprietà del Gruppo Villa Pini, la famiglia Angelini non ha fatto nessun passo verso il pagamento delle mensilità. Ieri unica iniziativa è stata la decisione dell'amministrazione provinciale di Chieti di convocare i lavoratori e definire un ordine del giorno di solidarietà. Proprio per non rimanere in questo limbo abbiamo deciso due giornate di sciopero in attesa che la Regione possa aprire un tavolo di trattativa per gli ammortizzatori sociali».
Un passo complicato e incerto perchè la prima questione da affrontare è una improbabile dichiarazione di Stato di crisi della clinica teatina. «Successivamente», prosegue Davide Farina, «dovremmo cercare di attivare la cassa integrazione in deroga per far fronte alla parte retributiva. Ribadiamo, per evitare equivoci, che non saranno due giorni di sciopero contro la Regione ma contro la proprietà che deve pagare i legittimi stipendi maturati dalle maestranze».

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