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Pescara, 24/04/2026
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Data: 24/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lavoro, persi 4 milioni di posti in Europa. Allarme dell'Unione e del Fondo monetario sull'occupazione.

Negli Stati Uniti balzo delle vendite di case. L'Ocse: l'Italia cresce più della media europea. Borse ok, +2% per Milano

NEW YORK - Crescono più del previsto le vendite delle case negli Stati Uniti, oltre il 10 per cento nel mese di ottobre, al massimo degli ultimi due anni e mezzo. Il dato, comunicato dal Dipartimento del Commercio, conferma il profilo di un'economia che esce dalla crisi. E il direttore generale del Fondo Monetario, Dominique Strauss Khan, ha rafforzato questa visione, ribadendo che «l'economia è in ripresa». Anche il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, ha aggiunto la sua voce ottimista e ha commentato che la «caduta libera» è finita. Trichet anzi ha ricordato che la liquidità iniettata nei sistemi finanziari negli ultimi mesi andrà riassorbita per evitare spinte inflazionistiche. Negli Usa però la Federal Reserve ha insistito che bisogna mantenere la politica dei tassi di interesse bassi. Risultato: il dollaro ha sofferto di queste previsioni divergenti e ha continuato a deprezzarsi, mandando in crescita le Borse sia in Europa che negli Stati Uniti, e apprezzando l'oro (nuovo record a quota 1.167 dollari) e l'euro. A New York l'indice Dow Jones segnava un aumento dell'1,70 per cento e Nasdaq e S&P500 rispettivamente dell'1,60 e dell'1,70. In forte rialzo anche le Borse europee: Francoforte segnava un rialzo del 2,44%, Parigi del 2,25%, Londra dell'1,98%, e anche a Milano gli indici sono risaliti di circa il 2%.
Questo il panorama di ieri, all'apertura di una settimana che negli Stati Uniti sarà tagliata a metà dalla festa del Thanksgiving, giovedì. Una giornata positiva, tutto sommato, visti anche i dati dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), che confermano per l'Europa un Pil in crescita nel terzo trimestre, e per l'Italia in particolare una crescita più marcata della media europea, intorno allo 0,6% come peraltro aveva già comunicato l'Istat qualche giorno fa.
L'ottimismo è stato però temperato dalle parole dello stesso Strauss Khan, che ha dato ascolto alle preoccupazioni che accomunano l'opinione pubblica sia in Europa che negli Usa: «E' difficile sostenere che la crisi sia passata - ha detto il direttore del Fondo Monetario - quando la disoccupazione è ai massimi storici, e continua a salire». Difatti, secondo un rapporto della Commissione Europea, sono oramai quattro milioni le "vittime" della disoccupazione in Europa. E un simile rapporto ha confermato che negli Usa si sfiorano i 16 milioni.
Anche per colpa dell'alto tasso di disoccupazione, negli Usa serpeggia un forte malumore verso il segretario del tesoro Timothy Geithner, che qualcuno vorrebbe vedere presto "dimissionario". Le voci, raccolte dal quotidiano New York Post, darebbero già in pista il suo successore, il Ceo di JPMorgan Chase Jamie Dimon. Ma fonti bene informate sostengono che si tratta solo di «una voce velenosa».

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