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Pescara, 24/04/2026
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Data: 27/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
L'inchiesta Ground zero a L'Aquila - Venturoni piange in tv «Io non mi dimetto mi devono ammazzare»

TERAMO. Ribadisce di non aver ancora ricevuto l'avviso di garanzia, si difende, attacca e non riesce ma trattenere le lacrime quando racconta dei dipendenti di Villa Pini che l'hanno applaudito e invitato a non mollare.
L'assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, indagato per corruzione nell'ambito della ricostruzione post terremoto, ha parlato ieri in una trasmissione dell'emittente televisiva teramana Teleponte. «Non me ne andrò perché vogliono togliermi di torno», ha detto, «per farmi andare via dovranno ammazzarmi. Anzi, siccome non ho intenzione di suicidarmi, se mi trovano morto...». Ma la maschera dura di Venturoni si è poi incrinata. E davanti alle telecamere di «Prima di tutto», l'assessore ha pianto. Si è commosso mentre l'intervista con la conduttrice Dorotea Mazzetta stava per concludersi. Si è tolto il microfono, si è alzato ed ha lasciato lo studio. Il cedimento emotivo ha travolto Venturoni mentre riferiva l'episodio dell'imprevista solidarietà avvenuto l'altroieri a Pescara. «Sceso dalla macchina», ha raccontato, «ho visto il Gabibbo e una folla di dipendenti di Villa Pini e ho pensato: oddio, adesso mi daranno del ladro. Invece mi hanno applaudito e mi hanno detto: assessore, vada avanti». E qui il groppo in gola ha preso il sopravvento. Nell'intervista, in precedenza, Venturoni aveva ribadito che l'indagine a suo carico nasce da un equivoco. «Nelle intercettazioni», ha detto, «hanno frainteso. Le pressioni su Bertolaso e Chiodi erano per accelerare i tempi di realizzazione dell'ospedale dell'Aquila, tant'è vero che i lavori poi sono stati autorizzati». Ma il video di Teleponte pubblicato sul Centro on line e sul Centro Facebook ha innescato molti commenti. «Lacrime di coccodrillo. Per una risonanza bisogna aspettare sei mesi. Vergogna», scrive sul web Gabriella Persiani. L'opinione pubblica si è scatenata. Cherry Mariella dice: «Ma faccia meno scena!». Toni decisi li usa anche Michele D'amico: «Ripuliamo le mele marce. Chi ci va di mezzo siamo noi che lavoriamo onestamente». E Raffaele D'Amario scrive: «Noi dovremmo decidere se Venturoni deve andarsene o no». Ma non mancano i sostenitori dell'assessore, come Silvia Cesarini: «Spero che Venturoni abbia la forza necessaria per contrastare il vile, ma ovvio, attacco, per rimanere dov'è e finalmente risolvere tutti i problemi della sanità abruzzese. E' l'unico che possa farlo realmente».

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