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Pescara, 24/04/2026
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Data: 27/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Un "tutor" per sindaco e assessori ribelli. Sarà una cabina di regìa a governare i conflitti tra Maci e Teodoro sulle scelte strategiche

Assessori a sovranità limitata: non c'è scelta non c'è via d'uscita, per far andare d'accordo Masci con Teodoro, Teodoro con Mascia e Mascia con tutti gli altri da questo momento in poi si cambia registro. Ogni scelta dovrà essere condivisa da tutti, sindaco e assessori: nessuno, nè Masci nè tantomeno Teodoro potranno coltivare progetti che nascono nelle singole stanze. Decisioni collegiali, è questo l'ordine di scuderia partorito ieri dal vertice di Celano, presenti il coordinatore del Pdl Filippo Piccone, il vice Fabrizio Di Stefano, il capogruppo Lorenzo Sospiri, il vice coordinatore di Pescara Lino Galante, l'assessore Carlo Masci e il sindaco Luigi Albore Mascia. Si accorcia la briglia del leader dei teddiboys troppo prepotente troppo autonomo, si rifila un contentino a Masci che preme per un ridimensionamento dello strapotere teodoriano, si commissaria un sindaco incapace di tenere a freno assessori scalpitanti e partner irriconoscenti. E' finito così l'incontro di Celano, invocato dal capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri per sbloccare la giunta immobile: un primo tentativo c'era già stato martedì scorso ed era abortito a causa degli arresti sul dopo terremoto, con Piccone e Di Stefano costretti ad accorrere al capezzale di Venturoni, e così ieri tutti a Celano appassionatamente.
Esce con le ossa rotte il sindaco Albore Mascia costretto a farsi indicare la rotta dai coordinatori del partito, difficile ammettere limiti e sconfitte, e infatti il primo cittadino esce soddisfatto dall'incontro di Celano. Anche se non sa ancora cosa gli risponderà il Teddiboy. Difficile che l'assessore pluripotenziario della giunta Mascia accetti senza colpo ferire il ridimensionamento imposto dal Pdl, ma questi sono fatti suoi. Piccone & Di Stefano hanno indicato la strada: «Da domani ci sarà un tavolo istituzionale in cui saranno affrontate e condivise tutte le scelte strategiche che riguardano la città - spiega il senatore pidiellino Di Stefano - mi sembra un metodo di buon senso che dovrebbe andare bene a tutti».
Si è aperto con l'ascolto di Carlo Masci il supervertice di Celano celebrato nella roccaforte del coordinatore regionale: l'assessore al Bilancio ribadisce che il proprio peso politico ed elettorale è superiore a quello di Teodoro e che non subirà più imposizioni da uno come lui, che tra l'altro non ha neppure una storia politica coerente alle spalle. E l'allusione è al frenetico ondeggiare tra centrosinistra e centrodestra di tutta la dinasty dei teddiboys. Di Stefano ammette: forse abbiamo fatto male a farlo entrare nel Pdl (era sua la battaglia contro i transfughi politici) ma adesso dobbiamo farci i conti. Appurato che il problema non è politico ma solo di pesi e contrappesi amministrativi, i vertici del Pdl piazzano la soluzione: cabina di regia, tutor o tavolo istituzionale insomma chiamatelo come volete ma le decisioni vanno adottate collegialmente. Nessuno avrà più autonomia di decisione, neppure il sindaco. «Significa semplicemente che abbiamo reputato necessario intensificare l'attività di confronto sulle scelte strategiche della città», sottolinea Di Stefano. «D'altronde nè Tremonti nè Brunetta assumono decisioni senza parlarne prima con Berlusconi, lo stesso dovranno fare a Pescara», e adesso toccherà a lui proprio al sindaco dire a Teodoro che la musica cambia.
Sul resto i vertici del Pdl fanno passo. Inutile stare a parlare delle cinque crisi in cinque mesi, dei viaggetti del sindaco, dei week-end dedicati al pallone, delle domeniche che li lascia sempre soli, adesso ci sono altre grane e un po' più serie. La Regione, Venturoni e l'inchiesta di Pescara: e Mascia se la scampa solo per questo.

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