CHIETI. In piazza per difendere il lavoro contro il precariato e affermare la cultura della legalità. Operai e disoccupati d'Abruzzo, mobilitati dalla Cgil, saranno a Chieti domani per difendere l'occupazione nel Mezzogiorno, dire no alle politiche di deregolazione del lavoro e alla destrutturazione dei contratti nazionali. Si prevede l'arrivo di 38 pullman del sindacato al raduno (ore 9.30) per il corteo che sfilerà lungo le strade cittadine.
La manifestazione si concluderà nel comizio in largo Valignani con gli interventi del segretario generale Cgil Abruzzo, Gianni Di Cesare, e della segretaria nazionale, Paola Agnello Modica. Il principale sindacato dei lavoratori sciorina gli ultimi dati Inps, aggiornati al 31 ottobre scorso, per dipingere la gravità della crisi. «Dati drammatici», rimarca il segretario generale di Chieti, Michele Marchioli, che sottolinea la crescita delle ore di cassa integrazione del 690% rispetto al 2008 e del numero di precari espulsi dal lavoro (2965 nella sola provincia teatina rispetto ai 5897 d'Abruzzo). «Si riscontra che il declino complessivo dell'economia abruzzese e della provincia, determinato negli ultimi anni», prosegue Marchioli, «nel 2009 diventa seriamente preoccupante, in ragione anche dei previsti volumi di produzione 2010 delle varie multinazionali, che, come nel 2009, saranno mediamente inferiori del 40% rispetto a quelli del 2008».
Marchioli rileva una inadeguatezza nella risposta alla crisi. «A livello locale», annota il segretario Cgil, «registriamo l'assoluta mancanza di volontà della giunta provinciale a discutere con il sindacato in modo organico dei problemi del lavoro, delle aziende, dei lavoratori, dei disoccupati e delle fasce deboli della popolazione, così come registriamo l'assenza di politiche e interventi diretti».
Rilievi che il presidente della Provincia definisce ingenerosi. «Ho dimostrato», replica Enrico Di Giuseppantonio, «presenza attiva e visione politica nei rapporti sindacali e nelle vertenze di lavoro. A parte un disguido di natura tecnico-organizzativa, dovuto alla mia segreteria, che mi ha impedito di riconvocare i sindacati confederali già incontrati il 14 ottobre, credo che Marchioli non possa dimenticare la mia ampia disponibilità ad ascoltare e valutare le proposte dei sindacati in ogni sede, né soprattutto possa disconoscere l'impegno personale e della amministrazione tutta nelle vertenze che si sono accumulate sul mio tavolo sin dai primi giorni del mio insediamento».
Il presidente parla di mediazioni determinanti «nel caso Flovetro, in cui la mia richiesta di riammettere il nostro territorio al tavolo delle trattative ha determinato una positiva conclusione della vertenza. Sulla Air One technic abbiamo creato una sinergia fondamentale con la Provincia di Pescara che è arrivata sino al sottosegretario Letta. Sulle problematiche della Val di Sangro, non è mai mancata la mia presenza».