Egregio direttore, sono un giovane e assiduo lettore del suo giornale, nel quale negli ultimi tempi trova spazio la polemica interna alla maggioranza comunale per l'eventualità o meno di costruzione del tunnel sotto il fiume Pescara. Premetto che la mia non è e non vuole essere una riflessione partito-orientata, ma anzi il pensiero di un libero cittadino preoccupato per la propria città. La proposta mi lascia alquanto perplesso per vari motivi, ma in particolare per l'impatto che un'opera del genere potrebbe avere su un ecosistema fragile e delicato come quello della foce di un fiume.
I problemi d'inquinamento e insabbiamento del Pescara e dei tratti litorali limitrofi sono ben noti a tutti e mi chiedo come si può pensare di «bucare» il fiume in un punto così sensibile. Il fiume Pescara ha una profondità media che varia tra i tre e i sette metri, ma nella foce, e con tutti i problemi di dragaggio che conosciamo, la profondità è solo di poco superiore a quello che consente il passaggio di pescherecci senza danni (e non sempre, purtroppo). Bene, se questa è la situazione mi chiedo dove e come si può inserire un tunnel. E se si è minimamente pensato all'impatto ambientale che tale opera potrà avere. Perché in caso contrario si dovrà assistere al solito rimbalzo di accuse e polemiche, quando, a distanza di tempo dalla costruzione ci si ritroverà a fare i conti con la natura (vedi il caso del diga foranea, esemplare).
Infine, penso che sia un'opera potenzialmente dannosa e probabilmente inutile, dato che 200 metri più a monte c'è il primo di una serie di ponti che collegano adeguatamente le due sponde. Gli indirizzi strategici della maggiori città italiane ed europee sono verso una mobilità sostenibile, sempre più sganciata dall'esigenza dell'utilizzo dell'automobile, da noi si continua invece ad ostinarsi nel favorire tale uso dimenticando che ci sono tante altre possibilità di trasporto che se adeguatamente supportate potrebbero rappresentare una alternativa reale e risolutiva di molti problemi che affliggono la nostra città. Abbiamo l'esigenza di rafforzare i servizi pubblici, di creare parcheggi di scambio per evitare l'ingresso in città, di creare una vera e propria rete cittadina di piste ciclabili, ecco queste potrebbero essere delle alternative d'investimento dei tanti soldi che dovrebbero essere destinati al tunnel. Ottimista per natura, spero nella ragionevolezza di tutti.