Ci sarà anche il sindaco questa mattina. Sfilerà in corteo in mezzo alle bandiere della Cgil per dire basta alla crisi. Nel giorno dedicato al lavoro e alla legalità nel Mezzogiorno, ci saranno mnifestazioni in sette capoluoghi delle sette regioni del Sud Italia. A Chieti, dove sono attesi circa quaranta pullman da tutto l'Abruzzo, la manifestazione inizierà alle nove e trenta da piazza Garibaldi e si concluderà alle undici in piazza Valignani. Una manifestazione che Francesco Ricci ha definito "urgente".
«E' un evento rivolto soprattutto ai giovani ed alle donne, insieme ai pensionati, le fasce più deboli della società ed ancor di più in un momento di crisi così grave e dalle conseguenze ancora lunghe». Poi parlando di Mezzogiorno, il sindaco ha aggiunto: «Voglio solo ricordare quanto il nostro territorio sia stato penalizzato dalle politiche anti-meridionali del governo, che hanno creato nuovo precariato, hanno indebolito i diritti e distrutto l'affidabilità delle istituzioni, nel totale disprezzo dell'etica, pubblica e privata». Ricci cita anche le istituzioni locali e fa qualche esempio. «Il comune e la provincia stanno pagando un prezzo pesante, e se in qualche caso si vedono concrete possibilità di soluzione, vedi ex Burgo, altrettanto spesso la situazione appare senza via d'uscita, vedi Villa Pini».
I precari sono aumentati, ha continuato Ricci, perché il mondo del lavoro è cambiato. «Sono diminuite le retribuzioni ed è aumentata una flessibilità che ha però rende i suoi soggetti talmente fragili da essere i primi a venire espulsi - senza alcuna tutela - nelle fasi di crisi». «Il sommerso - ha continuato, citando lo scrittore anti camorra Saviano - il famigerato "lavoro nero", in periodi come questo torna ad essere una piaga sociale, per le scarse misure di sicurezza, che fanno aumentare le morti sul lavoro e per l'intreccio con la malavita, al sud come al nord. Saviano insegna».
Insomma un mondo lontano dai principi scanditi dalla Costituzione Italiana, ha accusato Ricci, che, approfittando dell'occasione, ha pure sottolineato il miglioramento, durante la sua amministrazione, della città «in termini di governo del territorio, lavori pubblici, sostegno alle fasce più deboli». Infine, recitando un mea culpa, «c'è ancora tanto da fare», non risparmia una frecciatina alla Regione, accusata di «mancanza di solidarietà» verso il territorio chietino. «I mancati trasferimenti regionali hanno provocato un effetto a catena sui servizi da erogare, sulle società e aziende che li forniscono e, soprattutto, sul bilancio del Comune».