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Pescara, 24/04/2026
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Data: 28/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pdl diviso: «Piccone latita». Lettera ai vertici del partito

PESCARA - Grazie no. Non si presenteranno all'appuntamento col coordinamento regionale del Pdl convocato per oggi a Pescara da Filippo Piccone, e ci mancherebbe altro. Rispondono picche alla chiamata alle armi del senatore di Celano, «riunione inopportuna» rispondono annunciando la diserzione, perchè l'ordine del giorno va platealmente fuori tema. Ma anche perchè non si possono ricordare di loro solo quando gli fa comodo.E' l'ultima scintilla, l'ultima di una lunga serie, il segno di un malessere profondo dentro la casa pidiellina che è iniziata con i pugni tra Scelli e Piccone ed è finita a porte sbattute: Maurizio Scelli, Giovanni Dell'Elce, Daniele Toto e Maurizio De Angelis al vertice di oggi non ci saranno. Assenti giustificati perchè da mesi cercano di parlare col coordinatore regionale senza riuscirci, e oggi saranno loro a girare le spalle. Ragioni da vendere: riunione inopportuna, sostengono, «soprattutto per la vasta partecipazione e la rappresentatività dell'organismo, per trattare argomenti sicuramente importanti ma certamente non aderenti alle questioni di indubbia e rilevante connotazione politica poste dalla cronaca». Tradotto: non si può mettere all'ordine del giorno del coordinamento la situazione delle sedi, la campagna di tesseramento e le scadenze elettorali del 2010 ignorando l'inchiesta sul dopo terremoto che è franata addosso alla Regione, le questioni vitali per il partito, le scelte della Regione, le richieste del territorio, le nomine di dubbio gusto. Nel Pdl sono argomenti tabù, non se ne parla se non nel chiuso di poche stanze. Si ribellano i quattro parlamentari. E non è neppure la prima volta.
Un'altra lettera è partita pochi giorni fa diretta ai coordinatori nazionali del partito Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini, e un'altra ancora al responsabile nazionale dell'organizzazione Maurizio Lupi per denunciare il difetto di comunicazione che c'è nel partito. Loro chiamano, Piccone non risponde. Una difficoltà che si riflette nell'azione politica dei quattro parlamentari. Serve un incontro, il più presto possibile che potrebbe essere fissato già la prossima settimana a Montecitorio. «Si tratta di fare valutazioni intorno alle difficoltà oggettive da parte nostra di colloquiare col coordinatore regionale Piccone e quindi di svolgere la nostra azione politica se non tra mille difficoltà, contraddizioni, imbarazzi», scrivono i quattro deputati.
Mancanza di dialogo, gestione accentratrice, assenza di confronto: su questi temi verrà chiamato a rispondere il coordinatore regionale Piccone. Che dovrà chiarirsi presto anche col capogruppo Gianfranco Giuliante con cui è ai ferri corti da un mese buono. Da quando tra loro sono volati insulti come ubriacone e Bokassa di Celano. Insomma non proprio rose e fiori.

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