Hanno sfidato la pioggia battente le oltre duemila persone provenienti da tutta la regione che ieri mattina hanno partecipato alla manifestazione che la Cgil ha organizzato anche in altre città del sud a difesa del lavoro, per chiedere tra le altre cose una politica industriale nazionale e regionale fondata su qualità, innovazione e conoscenza. Oltre a , investimenti per l'occupazione giovanile, lo stato sociale, l'istruzione, la formazione, l'occupazione femminile.
E i dati resi noti dalla Cgil nella regione sono drammatici: le ore di cassa integrazione a tutto il 31 ottobre sono state oltre 27 milioni, con una crescita del 597 per cento rispetto al 2008. E in difficoltà i lavoratori. Anche qui dati da "terremoto": i lavoratori in mobilità sono 5.209 con un più 11,5 per cento; i beneficiari della cassa integrazione sono 14.427 con un aumento del 68,5 per cento; infine sono 5.897 i precari espulsi dal mondo del lavoro.
Il corteo, snodatosi da piazza Garibaldi, è confluito in piazza Valignani, dove hanno preso la parola esponenti locali, Marchioli, Iovito, Di Cesare, e nazionali della Cgil, ma anche il sindaco Francesco Ricci, e i lavoratori di aziende in crisi, da quelle del tessile a Villa Pini dove i mesi senza stipendio sono sette.
E numerosi, tra i lavoratori in piazza, hanno gridato ripetutamente "Angelini vattene" quando una lavoratrice della Casa di cura, dal palco, ha ricordato «il terremoto di Sanitopoli che ha portato alla bancarotta la Regione», «le tante famiglie senza un centesimo, famiglie alla fame mentre tutte le stelle stanno a guardare». Nel corteo, aperto dallo striscione della Cgil de L'Aquila, anche l'assessore comunale Cristiano D'Intino, il capogruppo di Sinistra e Libertà alla Provincia Giovanni Mariotti, esponenti del Pd e di Italia dei Valori, tra questi il senatore Alfonso Mascitelli, l'onorevole Augusto Di Stanislao, il capogruppo IdV alla Regione Carlo Costantini.
«Il problema del mezzogiorno è diventato un punto chiave e possiamo aggiungere che l'Abruzzo torna a essere una regione del mezzogiorno - ha detto il segretario regionale della Cgil Abruzzo Gianni Di Cesare. Questo è il punto essenziale, lo dicono i dati della disoccupazione, della cassa integrazione, dello spopolamento del terremoto, i dati del credito in Abruzzo, i dati del bilancio regionale, bilancio regionale che è una situazione drammatica. Oggi bisogna recuperare tutto questo e quindi batterci perchè ci sia questa nuova consapevolezza. L'Aquila è l'Abruzzo, l'Abruzzo è L'Aquila».
«Abbiamo scelto Chieti perchè Chieti sta vivendo una grande difficoltà, insieme alle altre province della regione - ha detto Paola Agnello Modica, segretaria nazionale confederale Cgil. Certo, avremmo dovuto farla a L'Aquila ma L'Aquila è una città che rischia di diventare città fantasma e non vorremmo che l'Abruzzo diventasse regione fantasma nel panorama nazionale sul piano economico e sul piano sociale. Pretendiamo lavoro, dignità, legalità, sviluppo: queste cose sono possibili se il governo sceglie di dare un'indicazione precisa anche agli imprenditori e di metterci risorse in questo senso». In una nota, Mascitelli ha detto: «Rispetto alle promesse fatte un anno fa dal Governo Berlusconi la nostra regione non ha visto alcuna risposta adeguata alla gravità della crisi economica che stiamo attraversando. Le nostre interrogazioni parlamentari sul destino dei grandi gruppi industriali nella Val di Sangro sono rimaste lettera morta».