Trasporti La ex municipalizzata non ha ancora ricevuto il contributo comunale di due milioni e per il 2010 si prevedono tagli anche dal fondo nazionale
Ancora un problema all'orizzonte per una città dove il lavoro, i servizi e la vivibilità sono ormai un'emergenza costante. L'ultima è legata al servizio di trasporto pubblico locale che, stando a quanto ha dichiarato il presidente dell'Ama Olivo Ciccarelli, potrebbe veder ridotte le corse cosiddette "di morbida" (in quegli orari che non vengono definiti di punta) con conseguente cassa integrazione per quaranta dipendenti. «Bene ha fatto la Regione a rendere gratuiti i trasporti fino al 2010 - ha spiegato Ciccarelli - Soprattutto per favorire l'uso del mezzo pubblico. Al contempo la Protezione civile ha stabilito con ordinanza dell'11 novembre (n°3820) che tutti gli universitari che risiedono fuori città saranno accompagnati direttamente nei pressi della facoltà. In questo modo ci viene a mancare una fetta dell'utenza quantificabile attorno al 50%. A ciò si aggiunga che ci viene chiesto di eliminare le corse meno frequentate e che l'Ama ancora non riceve il contributo per il 2009 dal Comune (2 milioni di euro) perché in attesa di avere certezze dal Governo». Uno stato di cose che costringerà l'azienda a mettere in cassa integrazione straordinaria una quarantina di dipendenti, con probabile spalmatura del provvedimento su tutti e 150 lavoratori Ama: «Per il 2010 le previsioni non sono migliori, visto che il contributo del fondo nazionale trasporti sarà ridotto. La cassa integrazione è uno strumento tecnico ma non sono assolutamente d'accordo, come i sindacati del resto - ha aggiunto il vice presidente Ama, Luigi Fabiani - La cassa sarebbe un'umiliazione per il personale che ha lavorato dal sei aprile e per i cittadini che usufruiscono dei mezzi pubblici, soprattutto anziani, che, a causa delle riduzioni delle corse, saranno costretti a rimanere ghettizzati nei nuovi complessi abitativi».