Mentre il traffico privato impazzisce, paradossalmente all'Ama è stato chiesto di ridurre le corse dei bus. A breve la spa del trasporto urbano sarà costretta a tagliare le corse "morbide" ossia tutte quelle linee non a carico completo che partono soprattutto negli orari di metà mattinata e metà pomeriggio. Ciò si deve in particolare a tagli alle entrate che costringeranno altresì la società a procedere alla richiesta di cassa integrazione per 40 dipendenti che il Cda ha, tuttavia, intenzione di spalmare, in termini di riduzione oraria, fra tutti i 150 dipendenti. La situazione paradossale si deve soprattutto a una ordinanza dell'11 novembre scorso che, come spiegato dal presidente del Cda Ama Olivo Ciccarelli «ha dimenticato l'Ama. Siamo grati per il fatto che la Regione finanzi il biglietto gratuito fino al giugno del 2010, ma con l'ordinanza di novembre si stabilisce che gli studenti siano prelevati dalle località di partenza e siano trasportati fino alle sedi scolastiche fagocitando così oltre il 50% della nostra utenza. Conseguentemente in una riunione ufficiale ci è stato chiesto di ridurre le corse. Per di più nel 2009 si è registrato un taglio del 18% alle nostre entrate e per il 2010 la situazione è destinata a peggiorare». A malincuore il cda dell'Ama, contro il parere dei sindacati, si vede costretta a richiedere la cassa integrazione, ma l'auspicio del presidente Ciccarelli è che la Regione e la Protezione civile rivedano il piano dei tagli. «Non è giusto chiedere la Cigs per i nostri dipendenti che dal 6 aprile si sono messi a disposizione della cittadinanza - ha aggiunto Luigi Fabiani del Cda - Inoltre la soppressione delle corse morbide andrà a penalizzare soprattutto i pensionati».