L'Azienda della mobilita' aquilana (Ama) ha annunciato di voler mettere in cassa integrazione 40 dipendenti. Alla base del provvedimento, il mancato pagamento di oltre due milioni di euro da parte del Comune. La decisione e' stata data oggi da Olivo Ciccarelli, presidente dell'Ama. "La Regione Abruzzo - ha detto Ciccarelli - ci ha fatto sapere che dovranno ridurre i costi, cio' significa che non manca l'intenzione di aumentare il fondo nazionale per i trasporti". Il Presidente dell'Ama ha quindi rivolto un appello perche' i due milioni di euro necessari per il pareggio di bilancio della municipalizzata aquilana, vengano presi dai fondi a disposizione della Protezione civile, in considerazione delle difficolta' economiche in cui versa il Comune dell'Aquila. Luigi Fabiani, consigliere dell'Ama, si e' detto contrario all'utilizzo della cassa integrazione: "va ad umiliare i dipendenti che dal 6 aprile non hanno mai interrotto il servizio pubblico". Fabiani ha poi criticato le scelte della Regione Abruzzo e del Comune di eliminare alcune corse: "in un momento in cui la citta' sta soffrendo terribilmente il caos del traffico dei mezzi privati, un servizio come quello del trasporto pubblico dovrebbe essere incrementato. Chiederemo - ha concluso Fabiani - un consiglio comunale straordinario per capire sia l'orientamento dei politici locali ma anche regionali".
Ama: Autisti in stato di agitazione
Pronta richiesta cassa integrazione ma i sindacati si oppongono
Gli autisti della AMA Spa (Azienda Mobilità Aquilana) hanno dichiarato lo stato di agitazione, in seguito alla diffusione da parte della società di un documento nel quale si richiede la cassa integrazione per gli autisti, relativamente alle ore di morbida del mese di dicembre. Provvedimento che i sindacati hanno scelto di non sottoscrivere. Gli autisti si sono allertati e non escludono futuri scioperi, anche perché questo provvedimento sembra essere il preludio di possibili licenziamenti nel mese di gennaio, considerando che, a partire dal 2010, la Protezione Civile cesserà di provvedere alla copertura degli oneri finora assicurata. Sarebbe a rischio il posto di lavoro di circa 40 autisti. "Questo provvedimento è assurdo! - sottolinea un autista - Considerando la nascita dei nuovi quartieri, il ritorno degli studenti universitari e la riapertura delle scuole, il trasporto cittadino andrebbe potenziato, mentre qui si vuole addirittura mutilarlo!"