Una "bella" sorpresa per molti aquilani che proprio in questi giorni si ritrovano la busta paga più leggera. Cosa è accaduto? È successo che moltissime aziende pubbliche e private hanno ricominciato ad addebitare le tasse addizionali e l'Irpef sullo stipendio di ottobre. Alla faccia delle proroghe e delle agevolazioni fiscali per i terremotati aquilani. Del resto la sospensione, secondo il Decreto Abruzzo, era fino al 30 novembre (cioè domani), ma le scadenze fiscali riguardano sempre il 16 di ogni mese. In pratica i soldi ritirati dalle buste paghe in questi giorni sotto la voce Irpef e addizionali dovranno essere versate allo Stato dall'azienda o dall'Ente il 16 dicembre. E allora, come si dice, senza sapere nè leggere e nè scrivere, si è preferito già da adesso prelevare i soldi per il gettito fiscale del 16 dicembre. Altrimenti sarebbe stato un problema, in assenza di proroga, farseli restituire dai cittadini. Semmai sarebbe stato il caso di prorogare il provvedimento di sospensione fiscale almeno una decina di giorni fa. Ma tant'è. Il risultato è che gli aquilani sono terremotati di serie B considerando che in Umbria e Marche l'Irpef è stata restituita dopo 12 anni e solo il 40% in rate da 36 mesi.
«C'è un emendamento sia del Pdl che del Pd - ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis - per prorogare la sospensione, quindi invitiamo le amministrazioni e la aziende ad attendere a non procedere con le trattenute sulle buste paga. Certo, siamo in ritardo, ma confidiamo nel Parlamento per non penalizzare ulteriormente una popolazione già stremata». Quindi se il Parlamento non si esprimerà in tempi brevi, si rischia seriamente di avere buste paga più leggere sulle mensilità di novembre, dicembre e tredicesime. Il risultato è che le sedi dei commercialisti già da venerdì sono stati presi d'assalto dai contribuenti che vogliono sapere cosa sta succedendo.
«È assolutamente necessario e urgente - dice Stefano Frezza di Epicentro solidale - che il governo stabilisca una proroga al pagamento delle tasse, così come dei mutui e delle bollette. Siamo arrivati ormai a un solo mese di distanza dal termine fissato per la scadenza dei benefici introdotti per le popolazioni terremotate e ancora non conosciamo cosa ci attende dal prossimo gennaio. La completa precarietà alla quale ci ha costretto il sisma è penosamente aggravata dall'incapacità della classe politica italiana nel prendere decisioni rapide».
È stata intanto firmata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un'ordinanza di protezione civile che traccia il percorso da seguire per la ricostruzione post-terremoto. L'ordinanza prevede che «il presidente della Regione dal 1° gennaio assuma le funzioni di commissario delegato per la ricostruzione dei Comuni colpiti dal sisma. Il dipartimento della Protezione civile continuerà a occuparsi, fino al loro completamento, di tutte le attività previste per il edifici del progetto "Case", dei Map e dei Musp. Sempre dal 1° gennaio, il sindaco è nominato vicecommissario vicario e dovrà predisporre la ripianificazione del territorio comunale, le linee d'indirizzo strategico per assicurare la ripresa socio-economica, la riqualificazione dell'abitato e l'armonica ricostruzione del tessuto abitativo e produttivo per la ricostruzione del centro storico. Il presidente della Provincia «continua a svolgere le funzioni di soggetto attuatore per gli interventi di propria competenza.