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Pescara, 22/04/2026
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Data: 29/11/2009
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Centrodestra, voci fuori dal coro. Nonostante le dichiarazioni rassicuranti spirano ancora venti di tensione all'interno della coalizione di maggioranza sia in Comune che in Provincia di Pescara

L'Udc contesta la troppa attenzione per Teodoro e Rialzati Abruzzo
Politica

Antonio Fragassi Le spine del centrodestra pescarese stanno tutte in piazza Italia, in quei cento metri che separano i palazzi del Comune e della Provincia. Se in Municipio si rincorrono le voci sui contrasti fra le varie "anime" della maggioranza, in Provincia le cose non vanno certamente meglio. E quello che è accaduto venerdì scorso non aiuta di certo la solidità della Giunta guidata da Guerino Testa: l'assenza dei consiglieri di Pescara Futura, proprio nel giorno in cui si doveva votare l'assestamento di bilancio, ne è una conferma. Tanto più che proprio dalla lista di Carlo Masci erano arrivate le prime bordate sull'assenza di una vera leadership nei due Enti. Ieri, la Giunta Testa ce l'ha fatta ad approvare l'assestamento di bilancio, in attesa che la Giunta Mascia la segua domani, nell'ultimo giorno utile. Intanto arriva una voce di dentro, ma fuori dal coro, quella dell'Udc. Lo spunto viene dall'assemblea provinciale che si è svolta nella sala consiliare di Pescara (affollatissima) per eleggere i nuovi dirigenti del partito. Il commissario-coordinatore provinciale Antonello De Vico parla apertamente di «luna di miele che sta per finire con il Pdl». Come mai questa forte presa di posizione? «Semplice, - spiega De Vico - non vorremmo che il nostro atteggiamento serio ed equilibrato, nelle Giunte in cui siamo presenti, venga interpretato come debolezza. La luna di miele col Pdl rischia di finire se la nostra leale collaborazione continua ad essere subordinata ai capricci locali delle varie liste civiche, come Teodoro e Rialzati Abruzzo. Come forza responsabile ribadiamo la fiducia nell'operato di Lorenzo Sospiri e dei suoi uomini ai vertici istituzionali (Mascia, Cordoma e Testa), ma a condizione che le energie della coalizione vengano riservate alla soluzione dei problemi concreti e non più alle scaramucce sub-partitiche».

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