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Pescara, 22/04/2026
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29/11/2009
Il Centro
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«Lavoro per tutti, nella legalità». Cassa integrazione per 26mila, l'Abruzzo lotta per un nuovo futuro. Manifestazione regionale della Cgil a Chieti, città simbolo nell'aumento della disoccupazione |
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CHIETI. "Lavoro, sviluppo, legalità al mezzogiorno per dare un futuro all'Italia". Il sindacato chiama, il popolo dei lavoratori risponde. Oltre 2.000-2500, nonostante la pioggia, alla manifestazione regionale indetta ieri dalla Cgil che ha scelto Chieti perché capoluogo di una provincia simbolo nella perdita dei livelli occupazionali. Oltre 7700 in cassa integrazione, più di 26mila nella regione. Ma anche per i punti in comune (crisi dei poli produttivi e del tessuto socio-economico) con L'Aquila, città emblema della ricostruzione a cui guarda l'intero Abruzzo. Trenta pullman e diverse auto private fin dalla prima mattinata al ritrovo di piazza Garibaldi, da cui intorno alle 10 si è mosso il variopinto corteo di lavoratori e pensionati alla volta di piazza Valignani per gli interventi di sindacalisti ed ospiti. Giovani, tante donne, padri e madri di famiglia, pensionati di tutta la regione per raccontare la propria storia e le proprie preoccupazioni con la sintesi di uno slogan o di uno striscione. "Siamo professionisti, non merce di scambio, fuori lo stipendio, basta con le collusioni". Lo scrivono gli operatori dei centri riabilitazione Santo Stefano, uno spaccato del modello-Villa Pini, massima espressione dell'intreccio di interessi tra pubblico e privato. «Paghiamo», spiega Paola Di Natale, lavoratrice senza stipendio della clinica della famiglia Angelini, «la politica da Re Mida di chi pensa di trasformare in oro anche la malattia negando di fatto un futuro a tante famiglie e intanto le stelle stanno a guardare». La citazione del romanzo di Joseph Cronin è pertinente al disinteresse che i lavoratori ascrivono alle istituzioni. «Solo nella nostra fabbrica», dice Antonio Ciminieri, Rsu Sevel Valdisangro, «sono tornati a casa 1200 precari in appena un anno, aspettiamo decisioni concrete». «Protestiamo», aggiunge Sandro Di Ludovico, operaio chimico di San Salvo, «anche contro il tentativo di sopprimere la contrattazione nazionale». Metalmeccanici, dipendenti dei trasporti, impiegati della funzione pubblica: per tutti la parola d'ordine è "lavoro nella legalità". Sfilano le Rsu a difesa degli standard lavorativi di noti marchi quali Brioni, Golden Lady, Campari. Dal vastese al teramano, dall'aquilano al pescarese, l'Abruzzo in piazza. Non senza qualche appunto agli altri sindacati che hanno scelto percorsi diversi. "Cisl e Uil pensano ai profitti, Cgil lotta per i diritti". Uno slogan espressione di un disagio che però si cerca di ricomporre. «Confidiamo», dice Angela Scottu, segretaria regionale confederale, «che nello sciopero nazionale dell'11 dicembre, indetto per denunziare la mancanza di risorse nella finanziaria per il pubblico impiego, il sindacato ritrovi l'unità». E il governo? Si cita senza acredini ma con severo spirito critico. «Questa», precisa Carolina Ussorio, Cgil Pescara, «non è una manifestazione contro il governo ma a sostegno del lavoro e di chi ogni giorno fa i conti della spesa, poi ciascuno tragga le dovute conseguenze».
Lotta alla precarietà dei giovani «L'Abruzzo ritorna al sud» CHIETI. Piove, ma un po' di meno. In piazza è il momento dei comizi e delle testimonianze. Sale sul palco un'operaia del teramano che grida la sua indignazione per la mancanza di interventi in favore dei lavoratori. Ecco il segretario provinciale di Chieti della Cgil, Michele Marchioli. «Lotta alla precarietà per dare speranza ai giovani», è il tema su cui si intrattiene con passione e dati inoppugnabili. Interviene il responsabile regionale del maggiore sindacato italiano, Gianni Di Cesare, che parla di «un Abruzzo tornato ad essere una regione del mezzogiorno, con emergenze quali quelle del terremoto, dell'occupazione, del credito alle imprese da affrontare con la massima priorità». Si chiude la mattinata di protesta che ha evidenziato i grandi temi dello sviluppo legato al lavoro. Mentre alcuni dati richeggiano e suonano come monito per i nostri politici nazionali e regionali: in Abruzzo attualmente ci sono 26161 lavoratori in cassa integrazione, inclusa anche quella in deroga, in provincia di Chieti ben 7754.
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