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Data: 29/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Epifani: Termini Imerese (Fiat) non deve chiudere

ROMA. Termini Imerese non deve chiudere e il governo faccia di più per gli investimenti e per garantire risorse agli ammortizzatori sociali. A Messina, nel corso di una delle manifestazioni per il Mezzogiorno - convocate in sette città di altrettante regioni del Sud e che hanno visto la partecipazione di 150 mila persone -, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, ha ribadito che «uno dei cuori della mobilitazione» del suo sindacato è proprio Termini Imerese, lo stabilimento della Fiat ad alto rischio di sopravvivenza. «Termini non deve chiudere - afferma il segretario Epifani - come non deve chiudere l'Alcoa in Sardegna e quei poli di insediamento che hanno resistito a tante ristrutturazioni e che questa crisi non può cancellare». Se la Fiat chiude Termini, nel Sud «non è che risorge un altro stabilimento in grado di dare lavoro direttamente o indirettamente a tremila persone. Si perde lavoro, si perde occupazione, si perde reddito». La Fiat deve dare dunque una soluzione e una prospettiva allo stabilimento. «Un anno fa quando il governo ha dato i soldi per la rottamazione perché non si è fatto garantire allora il mantenimento di Termini e Pomigliano? Oggi il governo è più debole e tutto è più difficile».
A chi parla di ripresa Epifani risponde «che la risalita sarà molto lenta e che i problemi occupazionali saranno ancora nel 2010 e purtroppo anche nel 2011». E lancia un nuovo affondo all'esecutivo: «Pensa solo a una parte ristretta del Paese» mentre la pressione fiscale «per la maggior parte dell'Italia sale per lavoratori e pensionati». Servono misure «per sostenere gli investimenti per lo sviluppo» e più risorse agli ammortizzatori sociali.

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