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Pescara, 22/04/2026
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Data: 01/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Per la Cgil rischio licenziamenti di massa alla Sevel. Appello a Chiodi: «E' urgente portare la Fiat a un tavolo di trattativa. Indotto già in crisi di liquidità»

LANCIANO - «Avanti di questo passo alla Sevel e nel suo indotto si potrebbe arrivare a licenziamenti di massa». Il grido d'allarme arriva dai segretari regionale e provinciale della Fiom-Cgil, Nicola Di Matteo e Marco Di Rocco. Che spiegano. «La Sevel ha già consumato 30 settimane di cassa integrazione ordinaria e pare decisa ad andare avanti con due settimane di fermo al mese. Questo significa che prima della fine del prossimo anno si potrebbero consumate tutte le 52 settimane di cassa ordinaria previste dalla legge nell'arco di due anni e, quindi, si passerebbe ai licenziamenti per crisi, con risvolti inimmaginabili».
La Fiom chiama in causa istituzioni e forze politiche, in particolare la Regione che «finora non ha fatto nulla per portare la Fiat a un tavolo di trattativa». «Il governatore Chiodi - aggiungono Di Matteo e Di Rocco - deve intervenire al consiglio provinciale che si terrà ad Atessa (forse il 18 dicembre) perché occorre una mobilitazione di tutte le forze».
Di Matteo e Di Rocco prospettano pure una "ricetta" per fronteggiare la crisi alla Sevel. «Bisogna ridurre - si dice - i volumi giornalieri di lavoro perché adesso con 1.500 operai in meno si producono ben 950 furgoni al giorno: abbassando questo volume di lavoro, si abbassa pure il ricorso alla cassa integrazione che, quindi, si allunga nel tempo prima di esaurirsi. E in questo modo si salva anche l'indotto che comincia ad avere problemi di liquidità per pure per pagare i lavoratori». Appello anche a Fim e Uilm. «Vorremmo - si sottolinea - che si creassero le condizioni per operare insieme, come abbiamo fatto alla Pierburg, salvando i lavoratori, e come noi abbiamo già sottoscritto alla Honda, dove una gestione unitaria della crisi fa guardare con fiducia al futuro».




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