E il presidente della Camera mette nel mirino chi ha garantito per lui. Bufera sullo scambio di battute con Trifuoggi su Berlusconi
PESCARA - Adesso Gianfranco Fini ci metterà la croce sopra: Pescara, maipiù. Ma quale incidente diplomatico, il fuorionda col procuratore capo Nicola Trifuoggi è un killeraggio su commissione, uno sgambetto un tranello, vuole i colpevoli il presidente della Camera e in Abruzzo il Pdl è al si salvi chi può. Il colpevole anzi già c'è, ha avuto la faccia tosta di ammetterlo il presidente del premio Borsellino Leo Nodari, l'ha autorizzata lui la sbobinatura, lo rivendica con orgoglio: «Mi è stato chiesto di pubblicare la registrazione e io ho acconsentito». Nodari è un conto, i mandanti un altro. I mandanti, quelli che lo hanno invitato al premio, lo hanno messo in contatto con l'organizzatore, hanno garantito per lui: a quelli adesso chiederà conto. Sospiri jr, il sindaco Mascia per esempio.
Un ciclone. Per Fini a Roma, per Trifuoggi nella capitale e in Abruzzo. La chiacchiera da bar scambiata al tavolo del Premio Borsellino il 6 novembre scorso a Pescara, rubata dai microfoni dell'organizzazione e girata a Repubblica, è un bel siluro per tutti e due, soprattutto adesso che il magistrato pescarese è in corsa per la procura generale di Roma. «Berlusconi confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare con una sorta di immunità», sussurra il presidente della Camera nell'orecchio di Trifuoggi con la sua inconfondibile esse sibilata pensando evidentemente che i microfoni siano spenti, e via così, «il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da... perchè è una bomba atomica», oppure «confonde la leadership con la monarchia assoluta, ma io in privato gliel'ho detto, statte quieto», e Trifuoggi punteggia con frasi di circostanza fino a quando si lascia sfuggire un commento più compiacente, finianamente parlando: «E' nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l'imperatore romano». Apriti cielo.
Trifuoggi prima si rifugia nel no comment, poi precisa che lui Fini lo ha conosciuto quella mattina lì e non lo aveva mai visto prima. E' Lorenzo Sospiri, capogruppo del Pdl in Comune e amico di Fini dai tempi dello zio Nino, a precipitarsi al telefono per primo. Ci andarono proprio lui e il sindaco Mascia a invitarlo a Roma: «L'ho chiamato per dirgli che sono esterrefatto per quanto è successo, gli ho espresso il mio rammarico per avergli fornito le credenziali di una persona che evidentemente non lo meritava». Per Sospiri «siamo di fronte a una scorrettezza inaudita, Nodari ha tradito la mia fiducia e la fiducia di chi lo ha accreditato presso le istituzioni, l'organizzazione del Premio cambierà di certo», dice Sospiri, «la cosa che mi dispiace di più è che sia stato coinvolto un galantuomo come il procuratore Trifuoggi».
Aria da resa dei conti, aria tesissima nel Pdl abruzzese. Sono in cinque al tavolo del premio mentre Fini e Trifuoggi chiacchierano amabilmente. Alla destra del magistrato c'è il presidente della Regione Gianni Chiodi, che prende appunti, alla destra del presidente della Camera c'è il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia con lo sguardo fisso nel vuoto, forse rimugina ancora sul commento che Fini deposita durante la passeggiata sul lungofiume di Pescara, «quanto è bello sto' ponte», ignaro o forse no che il sindaco quel ponte sul mare se lo sogna pure la notte. «Non mi sono accorto di nulla e naturalmente no comment», liquida Chiodi, non si accorge di nulla neppure il vice coordinatore Fabrizio Di Stefano che prende parte al pranzo con Fini dopo il dibattito. E neppure Sospiri: «A tavola il presidente ha parlato di tutto, ha raccontato alcuni aneddoti sui deputati, ha commentato un libro dell'Ugl con le foto da giovani di alcuni sindacalisti tra cui la sua segretaria Rita Marino, e poi è andato via di corsa: si è fermato solo 45 minuti». L'attenzione adesso si sposta sul fuorionda rubato e sul perché della pubblicazione. Leo Nodari è tranquillo, beato lui: «Non spettava a me avvertire le persone coinvolte d'altra parte non è il video integrale, è stato filtrato, ci sono le frasi più significative, talvolta simpatiche. Abbiamo tagliato qualcosa per rispetto sia del procuratore che di Fini». Nodari sostiene che «bisogna continuare le indagini» sulle dichiarazioni di Spatuzza «ed è per questo che abbiamo ritenuto opportuno permettere la visione di questo video».