Due le ipotesi per l'uscita autostrale: sulla Lungofino e in corrispondenza della rotatoria a Terrarossa
MONTESILVANO. Si inasprisce la battaglia per la collocazione del nuovo casello autostradale dell'A-14. Le ipotesi sono due: Città Sant'Angelo, sulla Lungofino, e in corrispondenza della rotatoria a Terrarossa, località di Cappelle sul Tavo. La seconda, adesso, incassa anche il favore di Montesilvano.
«La nostra amministrazione», spiega il sindaco Lillo Cordoma, «preferisce localizzare il nuovo casello al confine con Cappelle. Tre le motivazioni principali: il prolungamento della circonvallazione, andrebbe a finire verso ovest, proprio in direzione di questo nuovo casello. C'è poi il percorso della Mare-Monti, che andrebbe propria a concludersi in quell'area. Infine gli insediamenti che stiamo programmando in quella zona».
Entro il 10 dicembre i sindaci della vallata del Tavo sono chiamati ad esprimersi: l'assessore provinciale alle grandi infrastrutture Andrea Faieta ha chiesto a ognuno un atto deliberativo di indirizzo per la soluzione considerata più congeniale. «L'amministrazione provinciale», ha dichiarato Faieta in recente comunicato, «resta aperta e a disposizione dei Comuni per valutare eventuali proposte migliorative o alternative a quelle già in considerazione».
Realizzare il nuovo svincolo su strada Lungofino, nelle vicinanze del centro commerciale all'ingrosso Ibisco e del Città Sant'Angelo Village, è un progetto di cui si discute da anni: la seconda ipotesi, in corrispondenza della rotatoria di Terrarossa sul territorio di Montesilvano, è invece spuntata fuori dopo l'incontro coi sindaci della val Tavo, il 18 novembre scorso.
Intanto ieri il sindaco di Città Sant'Angelo Gabriele Florindi e l'assessore provinciale alla viabilità Roberto Ruggieri sono andati a Roma, per incontrare Giovanni Castellucci amministratore delegato di Autostrade per l'Italia spa. Grande riserbo sul risultato dell'incontro: «Continuamo a lavorare», assicura Ruggieri «è un progetto molto importante».
Lo stesso concetto espresso da Florindi, che ha però affrontato in maniera diplomatica il nodo della proposta alternativa, il casello a Terrarossa: «Mi dispiacerebbe se il lavoro fatto fino ad oggi venisse buttato via». Nessun commento anche sulla decisione, da parte dell'amministrazione di Montesilvano, di non appoggiare più la realizzazione del secondo casello a Città Sant'Angelo, come pure è previsto dal piano strategico di macroarea che Montesilvano ha sottoscritto assieme ai comuni di Città Sant'Angelo, Pineto, Silvi e Atri.
La divergenza con il piano strategico non è molto importante secondo il sindaco di Montesilvano: «Quello stabilito nella macroarea era un fatto non definitivo», precisa Cordoma, «era solo uno di 37 progetti e non il più importante». Per ottenere il sostegno dei comuni vicini, Florindi ha contattato tutte le amministrazioni della provincia di Pescara e dell'area metropolitana: sono al momento 20 le città, compresa Chieti e quelle del teramano, che hanno dato un assenso di massima alla proposta del casello bis a Città Sant'Angelo.