Il raffronto con l'Ue rassicura il ministro del Lavoro, Sacconi
ROMA. In Italia ci sono 2 milioni di disoccupati. Il tasso di disoccupazione arriva all'8%: non succedeva dal 2004. Lo dice l'Istat nelle sue stime provvisorie sull'occupazione a ottobre. I dati che vengono dall'Europa sono in linea. Il tasso di disoccupazione nei 27 Paesi dell'Unione è al 9,8% e i disoccupati sono cresciuti, a ottobre, di 3 milioni e 150mila unità rispetto allo scorso anno.
Il raffronto con il resto d'Europa rassicura il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: «L'Italia ha un tasso di disoccupazione significativamente al di sotto della media Ue. Gli ammortizzatori sociali nel nostro paese hanno funzionato». «Il peggio - fa notare il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - è passato. Ma il processo per agganciare la ripresa è comunque lento, complicato, lungo e difficile». Di tutt'altro segno i commenti dei sindacati. «Si conferma che, purtroppo, per l'occupazione il peggio arriva adesso», dice Guglielmo Epifani, leader della Cgil e fa certo riferimento anche agli annunci che arrivano dalla Fiat riguardo a Termini Imerese, alla decisione di chiudere uno stabilimento in Italia per spostare in Polonia la produzione di un modello.
E non basta. Nel settore delle costruzioni la perdita di posti di lavoro può diventare drammatica. «In un anno - dice Federcostruzioni - si sono persi 100mila posti di lavoro a cui se ne potrebbero aggiungere altri 150mila». Mentre dal «quarto trimestre 2008 al terzo del 2009 - si legge in una nota della Confesercenti - hanno chiuso i battenti 70mila piccole e medie imprese generando una diminuizione di 220mila posti di lavoro».
A ottobre, dice l'Istat, in Italia c'erano 23 milioni e 99mila occupati, 13 milioni e 801mila uomini e 9 milioni e 298mila donne. Curiosità, rispetto al mese precedente c'erano 31mila uomini al lavoro in più e 30mila donne in meno. Rispetto a ottobre dello scorso anno si sono persi 284mila posti di lavoro, la maggior parte dei quali (217mila) di uomini. Fra i dati che saltano agli occhi c'è quello del tasso di occupazione della fascia d'età 15-64 anni, dove gli inattivi, ovvero coloro che non hanno un lavoro né lo cercano, sono 14 milioni e 741mila, mentre il tasso di occupazione nella stessa fascia d'età è del 57,6% con un calo dello 0,1%.
I disoccupati, ovvero quelli che il lavoro lo cercano, sono 2 milioni e 4mila e aumentano del 2% rispetto a settembre e del 13,4% rispetto a ottobre dello scorso anno.
Altro dato che salta agli occhi è quello della disoccupazione giovanile, ovvero fascia 15-24. A ottobre 27 giovani su cento erano senza lavoro, il 4,5% in più rispetto al 2008, + 0,6% rispetto a settembre. La media europea è del 20,7% e all'ultimo posto c'è la Spagna con il 42,9% di giovani disoccupati, mentre la situazione migliore si registra in Olanda dove i disoccupati sono solo il 7,2%.
In Italia dietro l'aumento vertiginoso di disoccupazione giovanile c'è la caduta dei contratti a termine e la rottura di gran parte dei rapporti precari, forme di contratto che riguardano essenzialmente i giovani.
«Si torna indietro di sei anni - dice Pier Luigi Bersani, segretario del Pd - con la mobilitazione dell'11 e 12 dicembre, che ha al suo centro il lavoro, porteremo in piazza le proteste e le preoccupazioni dei cittadini e le nostre proposte per difendere il lavoro». «Dati allarmanti - dice Massimo Donadi, presidente dei deputati Idv - e allarmante è anche l'immobilismo del governo».