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Pescara, 22/04/2026
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Data: 03/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Sì, era una notizia-bomba: per questo l'ho pubblicata. Tagliate solo frasi private»

PESCARA - «Quando l'ho ascoltato mi sono spaventato, mi sono reso conto di avere una bomba in mano»: Vincenzo Cicconi è il proprietario della Pacot video, l'azienda che ha realizzato il fuorionda di Fini e Trifuoggi. «Sono stato parecchi giorni incerto sul da farsi, su Facebook ho chiesto consiglio ai miei amici, ci sono tanti giornalisti importanti come Guido Ruotolo, è stato lui alla fine a darmi la spinta: non importa a chi fa bene e a chi fa male, la notizia è una notizia e va sempre data, mi ha scritto». E lui l'ha data.
E' tornato da Londra ieri pomeriggio, Cicconi, ed è pronto a raccontare. «Non ho deciso a cuor leggero, ne ho parlato col mio amico Leo Nodari, il quale mi ha fatto da ponte con un avvocato. Senza un parere legale non mi sarei mai deciso: poi Nodari e l'avvocato Navarra mi hanno dato il vialibera, mi hanno detto okay non ti preoccupare e il resto lo sapete».
Cicconi, dov'è la versione integrale?
«Io la lavorazione del video l'ho fatta a Londra, dove vado spesso perchè c'è la mia ragazza. Diciamo che l'ho buttata, io dico così». Ma cosa c'era nella versione integrale? «Niente di politico, solo uno spezzone di privato che ho ritenuto di togliere, mi sembrava brutto mantenere quel passaggio, poi c'erano commenti simpatici, Fini e Trifuoggi si scambiavano impressioni su chi parlava in quel momento». Ma non si parlava anche di Comuni del sud con infiltrazioni malavitose? «No, questa storia dei Comuni non l'ho sentita». La versione integrale quanto durava? «Sul mio sito e su YouTube c'è quella di 5 minuti e 41 secondi, ma è già depurata di quei passaggi privati». Da quanto tempo ha pubblicato sul suo sito il fuorionda di Fini? «Io l'ho pubblicato il primo dicembre, qualche ora dopo la pubblicazione del video da parte di Repubblica, questo era l'accordo, anzi mi sono anche arrabbiato perchè loro l'hanno spacciato per una esclusiva. Ho dovuto dare un'accelerata perchè mi ha chiamato anche il Corriere che voleva il video». Quando ha avuto il vialibera, cosa ha fatto? «L'ho dato a una giornalista del Centro, che per la verità se l'è tenuto anche parecchi giorni e non so perchè». Ci racconta come è nata l'idea del fuorionda? «Io avevo piazzato due telecamere, e ho realizzato 18 clip, uno per ogni relatore. Una telecamera puntata sul relatore, l'altra ambientale. Quest'ultima teoricamente poteva anche restare spenta mentre parlavano i relatori». Ma è rimasta accesa: «Ho notato uno strano atteggiamento tra Fini e Trifuoggi e all'inizio mi ero anche arrabbiato perchè quel sottofondo mi aveva rovinato l'audio principale. Poi ho capito, ho caricato tutto sull'hard disk e me lo sono portato a Londra dove l'ho lavorato. Insomma ci sono due integrali, uno per ogni telecamera». Che però ha buttato. «Potrebbero esistere». Chi sapeva di questo video? «Lo sapevamo io, Nodari, la giornalista del Centro, i miei amici di Facebook sapevano soltanto che avevo qualcosa di grosso in mano, infatti io scrivevo "attenti che sta per scoppiare una bomba, guardate che mancano pochi giorni"». Ma perchè l'ha fatto, per soldi? «No, non per soldi, davvero». Per avere pubblicità? «Per amore della notizia, per dare un contributo video, anche se non sono giornalista, l'ho fatto per la notizia. Perchè secondo te quanto avrei potuto farci?». Dipende.

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