ROMA «L'Alitalia non può vivere alla giornata, serve un piano di investimenti». Così Guglielmo Epifani prima e durante un convegno organizzato dalla Cgil sul tema del trasporto aereo. E la battuta del leader di corso d'Italia innesta subito una polemica a distanza con Rocco Sabelli, amministratore delegato della compagnia, che risponde prima a caldo: «Epifani è poco informato o fa finta di non esserlo». E poi attraverso una nota aziendale: «Affermazioni infondate, fuorvianti e stupefacenti. Prima di rilasciare certe dichiarazioni dovrebbe informarsi sugli investimenti già realizzati e pianificati, sul lavoro svolto e sui risultati ottenuti. Quanto alla presunta mancanza di un piano industriale e di una strategia di medio, lungo termine, ricordo che esistono e sono gli stessi da lui condivisi e sottoscritti poco più di un anno fa».
Il segretario generale della Cgil, ad un anno dalla nascita della nuova compagnia ha tracciato un bilancio di «luci ed ombre». Ombre che riguardano «una parziale non applicazione degli accordi, la cassa integrazione e alcuni impegni presi e non rispettati». Sabelli ha parlato di «trend incoraggiante» per la nuova Alitalia: «Il 2010 sarà complicato, ma siamo in partita». Ha lamentato piuttosto la «fortissima asimmetria competitiva» con Ryanair che avrebbe chiuso l'ultimo bilancio con 190 milioni di contributi. Una frecciata anche alle Fs: «In nessuna parte d'Italia aeroporti e treni si incrociano. Non c'è nessun posto in cui uno scalo è attaccato da un treno ad Alta Velocità». Infine - e non poteva mancare - il tema del diritto di sciopero: per il presidente dell'Enac, Vito Riggio, servono sanzioni davvero incisive; per Sabelli urgono nuove regole. «Se ne può discutere - ha garantito Epifani - contemperando però le esigenze di chi ha diritto a muoversi con quelle di chi ha diritto a protestare». Ok anche dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che ha mandato un avvertimento: «Se differirò lo sciopero del 9? Preferisco piuttosto discutere con i sindacati per evitarlo. Occorre buonsenso».