Contributi statali, botta e risposta tra l'Ad di Fs e il ministro Botta e risposta, sia pur indiretta, tra l'amministratore delegato del gruppo Fs, Moretti e il ministro delle Infrastnitture e Trasporti, Matteoli, sui finanziamenti alle merci via binario e gli incentivi all'autotrasporto. Al 1° Forum internazionale per lo sviluppo del trasporto ferroviario merci promosso il 19 e 20 novembre da Federmobilità - l'associazione che riunisce Regioni, Province e Comuni - il primo ha sostenuto che l'autotrasporto pratica, di fatto, «una concorrenza sleale» nei confronti delle ferrovie e che le politiche di incentivi ai Tir finiscono per penalizzare il treno. «La liberalizzazione da sola - ha detto Mauro Moretti - non basta a spingere le merci su rotaia. Dipende dai costi. In Italia incentiviamo l'autotrasporto mentre nel combinato non c'è più una lira». A stretto giro la replica del ministro: «Mi sorprende che Moretti non si sia accorto che mai in passato il trasferimento di risorse per gli investimenti e la gestione della rete ferroviaria aveva superato i 6 miliardi in un anno. E in un periodo di crisi». Senza contare che nella definizione delle reti Ten europee il 95% dei contributi riguardano le ferrovie, anche grazie all'Italia. «Per incentivare il trasferimento dalla gomma al ferro - ha continuato Matteoli - è stato presentato un emendamento alla Finanziaria alla Camera per istituire il "Ferrobonus": Moretti avrebbe il dovere di saperlo invece di criticare soltanto gli incentivi all'autotrasporto». II Forum è stato aperto dal presidente di Federmobilità, l'assessore ai Trasporti dell'Emilia Romagna Alfredo Peri. «Invece di riequilibrare le quote di merci tra strada e ferrovia - ha spiegato - in Italia il trasporto su rotaia è in diminuzione, nella mia Regione nell'ordine del 10-15%. Con la congestione stradale costa 25 miliardi l'anno. Dobbiamo rilanciare e incentivare le merci su ferro per ridare competitivita al Paese». Gli ha fatto eco l'assessore della Lombardia, Raffaele Cananeo: «La liberalizzazione non è stata sufficiente per spostare quote di mercato. La nostra azienda, le Nord Cargo, fatica molto. Serve qualche altra leva, ci vogliono idee nuove». «Svizzera e Italia devono lavorare insieme», ha proposto Max Friedli, direttore dell'Ufficio federale dei trasporti svizzero. «È interesse comune - ha detto - potenziare l'asse nord-sud e concordare una politica dei trasporti sostenibile». Andrea Pezzoli, responsabile direzione trasporti dell'Antitrust, ha sottolineato come non si siano ancora individuati con chiarezza i servizi profittevoli rispetto a quelli da finanziare con oneri di servizio pubblico. «La marcia in più che dovremo avere una volta usciti dalla crisi - ha concluso Bartolomeo Giachino, sottosegretario ai Trasporti - è la capacità di parlare con una sola voce attraverso il Piano dei trasporti e della logistica che stiamo costruendo»