Maggiore circolazione delle informazioni, diritti dei passeggeri, zone verdi. Ma anche coinvolgimento dei Comuni nelle decisioni e condivisione delle best practice via Internet. Sono alcuni dei punti chiave del piano per la mobilità urbana, presentati a Roma lo scorso 13 novembre dal vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani. Un progetto partito, dopo una lunga gestazione, con l'approvazione di Bruxelles all'inizio di ottobre. E che ora è finalmente arrivato alle battute operative. Per sottolinearne l'importanza, Tajani cita alcuni dati: «Oltre il 70 per cento della popolazione europea vive in aree urbane che occupano quasi il 4 per cento del territorio Uè. E ogni anno l'I per cento del Pii Uè viene perso proprio a causa di ritardi o di altri problemi dovuti alla congestione urbana». Il tema della mobilità urbana, quindi, è tra le sfide politiche prioritarie della Uè per i prossimi anni. Per affrontarlo le parole d'ordine sono due. La prima è «approccio integrato». In altre parole, occorre usare tutti gli strumenti che abbiano un impatto di qualche tipo sul settore, dalle politiche ambientali a quelle sociali, mettendo insieme tutti gli attori. La seconda è «sussidiarietà»; è utile cioè puntare sul coinvolgimento dei Comuni e, in generale, sui livelli amministrativi più vicini al cittadino. «Non è affatto nella nostra intenzione - sottolinea Tajani - prescrivere azioni preconfezionate, uguali per tutti». Concretamente questi principi saranno tradotti nell'introduzione dei cosiddetti piani di mobilità urbana sostenibile, adottati da ciascun Comune. La Commissione preparerà materiale informativo, organizzerà attività di formazione per le autorità locali e avvierà iniziative per favorire l'approvazione di questi piani. Soprattutto una sembra destinata ad assumere una forte efficacia: i futuri finanziamenti legati alla mobilità urbana saranno tutti condizionati all'introduzione dei piani. «Inoltre - continua Tajani - la Commissione introdurrà una dimensione di mobilità urbana nel patto dei sindaci europeo, al fine di promuovere un approccio integrato che combini energia, cambiamento climatico e trasporti». Il piano avrà come primo obiettivo il miglioramento del livello di servizio per i cittadini. «Chi di noi - dice Tajani - dovendosi recare in una città straniera non si è trovato nella situazione di non sapere dove cercare dettagli sulle diverse opzioni offerte dal trasporto pubblico locale, semplicemente perché non si sa dove cercare?». La soluzione a questo problema si troverà nella circolazione delle informazioni, principalmente su Internet. Grazie alla nascita di un portale europeo unico che terrà in considerazione l'interazione tra le diverse modalità. La seconda priorità saranno i diritti dei passeggeri. «Ci impegneremo insieme agli operatori di trasporto pubblico, alle autorità, ai sindacati e alla associazioni dei consumatori per concordare una serie di impegni volontari in materia di diritti nel trasporto urbano». Puntando all'armonizzazione delle procedure di reclamo e al miglioramento dell'accesso per i cittadini disabili. Sarà poi sottoposta a revisione tutta la disciplina delle zone verdi e a traffico limitato. «Lanceremo uno studio su queste zone e su come vengono implementate da città é regioni nella Uè. Sulla base di consultazioni e discussioni con le parti interessate esamineremo se esiste l'esigenza di nuove azioni ed, eventualmente, in che forma». Per favorire l'inserimento di pratiche efficaci nei piani di mobilità, la Commissione creerà una banca dati disponibile on line con le informazioni relative alle soluzioni già sperimentate e applicate con successo. La banca dati presenterà anche un quadro di insieme della normativa e degli strumenti finanziari messi a disposizione dalla Uè. Arriviamo così all'ultimo punto, i fondi. Circa otto miliardi di euro per il periodo 2007-2013 arriveranno dai fondi strutturali e di coesione. A questo si affiancano i fondi della Bei, che ogni anno da sola investe 2,5 miliardi di euro per progetti nel campo del trasporto urbano. -