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Pescara, 22/04/2026
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Data: 04/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il dopo terremoto - Tasse, Chiodi corre a Roma. La Pezzopane scrive al presidente Fini - Le modalità (vedi tabella)

È mobilitazione contro l'emendamento alla Finanziaria presentato dal Governo, con il quale si ripristinano le tasse ai terremotati da gennaio 2010 e si dispone la restituzione del 100% su 60 rate, dal prossimo giugno, delle somme non versate dai cittadini del cratere sismico dall'aprile scorso a fine anno. «Se non revocato - dicono sindacati, associazioni produttive e istituzioni - reagiremo con una protesta molto forte a Roma durante le sedute parlamentari». Il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, è andato a Roma per incontri con rappresentanti del Governo al fine di far recedere l'esecutivo dal ripristino delle tasse ai terremotati. Chiodi ha visto anche Gianni Letta, che aveva assicurato, nei giorni scorsi, in occasione di un evento legato a Rocca di Cambio, che la sospensione delle tasse per i terremotati sarebbe stata prorogata e che la norma sarebbe stata inserita nella Finanziaria. Non è escluso che Chiodi possa perorare la causa della proroga incontrando il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, intanto, ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Camera, Gianfranco Fini, domandandogli perché il Parlamento adotti due pesi e due misure per i terremotati dell'Umbria e dell'Abruzzo: «Quello che chiediamo, è di essere trattati come tutti gli altri. Addirittura il governo pretende il pagamento dell'Ici sulle seconde case, anche se distrutte o danneggiate dal terremoto, è davvero troppo». La Pezzopane, infine, ha rivolto un appello a Fini, dopo avergli ricordato le rassicurazioni fornite da lui stesso, a giugno, sugli emendamenti al decreto Abruzzo: «Sia garantita nel dibattito parlamentare una discussione trasparente sugli emendamenti in finanziaria e aperta alle richiesta del territorio. Prima che si consumi un altro strappo, incontri subito alla Camera una delegazione istituzionale per ascoltare le sacrosante ragioni dei nostri cittadini».
Sul piede di guerra anche la Confcommercio. «La situazione delle attività commerciali aquilane è drammatica» ha commentato il direttore, Celso Cioni. Secondo una stima della stessa Confcommercio, delle mille imprese del centro storico, solo 400 sono tornate a lavorare ricollocandosi in baracche o strutture in prefabbricato. «Se il Governo non potrà garantire nuove sospensioni tributarie - ha sostenuto Cioni -, saranno in molti i commercianti a dover dichiarare che non potranno pagare le tasse perché sono alle prese con i mutui arretrati». «Siamo ancora in attesa - ha concluso - della seconda tranche cassa integrazione straordinaria per chi ha sospeso le attività a causa del sisma». Allo stato attuale, i commercianti sono stati pagati per i primi tre mesi. E sono 15.550 le imprese del cratere sismico che, in base a un'ordinanza del presidente del Consiglio, hanno ottenuto la sospensione del versamento del diritto annuale camerale fino al 31 dicembre. Senza nuova proroga, però, le aziende dovranno pagare. Per garantire il rilancio del territorio, la Camera di commercio chiede «l'affrancamento dalla tassa e, contemporaneamente, la copertura da parte dello Stato della somma non percepita dall'ente, pari a 2 milioni e 14.000 euro». Lo ha scritto il presidente della Camera di commercio, Giorgio Rainaldi, in una lettera inviata a Berlusconi, Tremonti, Scajola e Bertolaso.

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