L'AQUILA Una vera e propria attività di «pressing istituzionale» è quella che il presidente della Giunta regionale abruzzese, Gianni Chiodi, sta esercitando da due giorni per far desistere il governo dal ripristinare le tasse ai terremotati a far data dal prossimo gennaio. Il pressing riguarda anche la restituzione degli interi importi non versati in 60 rate a partire da giugno, modalità che gli aquilani contestano visti i precedenti. Chiodi ha già incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che si era impegnato per una ulteriore sospensione da inserire con un emendamento nella finanziaria nazionale. Non sono esclusi «contatti» con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il presidente Silvio Berlusconi, per perorare la causa dei terremotati. Alcune associazioni di categoria, peraltro, stanno organizzando la mobilitazione e una protesta a Roma nelle sedi del Parlamento. «Perché il Parlamento adotta due pesi e due misure per i terremotati dell'Umbria e dell'Abruzzo?». È la domanda che invece la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, rivolge al presidente della Camera, Gianfranco Fini. «Quello che chiediamo - dice - è di essere trattati come tutti gli altri. In Umbria, si è tornati a pagare le tasse dopo un anno e mezzo. La restituzione dei tributi non versati è avvenuta dopo 10 anni, e solo per il 40 per cento. Per noi il pagamento delle tasse ripartirà a dicembre, mentre a giugno si dovranno restituire quelle non versate, come se l'emergenza fosse finita. Un colpo mortale. Come si può pensare di fa ripartire l'economia se gli stipendi saranno più leggeri e a giugno arriverà una seconda stangata? Come si può pensare di chiedere a dipendenti e liberi professionisti, che hanno perso case e lavoro e vivono con un misero assegno di cassa integrazione, di pagare anche i tributi. O di ricostruire il tessuto economico se le imprese locali vengono taglieggiate. un chiaro 'invitò ad abbandonare il territorio». Sulla questione interviene anche Ettore Perrotti, presidente dell'Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili dell'Aquila che sottolinea la necessità di colmare il vuoto normativo esistente nell'area del cratere per quanto riguarda gli adempimenti fiscali e tributari che scadono dopo la data del 30 novembre.