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Pescara, 22/04/2026
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Data: 04/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Bugie, misteri e tradimenti: fine di un Premio. Sospiri: «Nodari senza senso dello Stato, non lo sosterremo più». E' caccia al video integrale

PESCARA - Il fuorionda colpisce ancora. Tocca al procuratore Nicola Trifuoggi, questa volta: si fa più in salita la sua corsa per la poltrona di procuratore generale di Roma dopo la conversazione privata col presidente della Camera Gianfranco Fini, rubata durante un dibattito del Premio Borsellino il 6 novembre scorso a Pescara. «Pensa di essere un imperatore romano», la frase che il magistrato si era lasciato sfuggire a proposito di Berlusconi. Trifuoggi, che negli anni Ottanta, ancora pretore, divenne famoso per aver oscurato le reti Mediaset, si contende il posto da procuratore ad armi pari con Luigi Ciampoli, sostituto pg in Cassazione, nel senso che ognuno dei due candidati ha ottenuto tre voti dalla Commissione per gli incarichi direttivi del Csm (quelli dei laici e dei togati di sinistra per Trifuoggi e quelli dei gruppi più moderati delle toghe e del Pdl per Ciampoli). Mercoledì, appena ventiquattr'ore dopo la messa in rete del fuorionda con Fini, la gelata: uno dei sostenitori di Trifuoggi, la laica del Pdci Letizia Vacca, ha avuto un ripensamento e ha ritirato il suo sostegno al procuratore di Pescara, scegliendo, diversamente da quanto aveva fatto due mesi fa, di astenersi. Una scelta che sarebbe del tutto estranea -a quanto riferiscono componenti della Commissione- alla vicenda del fuorionda. «A quel caso la consigliera Vacca non ha fatto alcun riferimento- dice all'Ansa chi ha partecipato alla riunione- Ha spiegato di non essere più molto convinta del voto dato e di volersi riservare la decisione finale quando la nomina arriverà in plenum». E c'è chi racconta anche che Vacca avrebbe fatto il nome di un altro candidato, l'ex consigliere del Csm Libertino Russo, ora sostituto procuratore generale in Cassazione.
La sua comunque è stata una scelta del tutto personale, che non impegna affatto il gruppo di cui fa parte, quello dei laici del centro-sinistra; gruppo che peraltro non avrebbe concordato, almeno al momento, una posizione comune sul candidato da sostenere. Certo anche la perdita di un consenso può essere significativa in una partita che si gioca sul filo di lana e dove perciò lo spostamento anche di pochi voti può essere determinante.
E sempre ieri si era diffusa in procura la voce secondo la quale Trifuoggi si sarebbe dimesso da presidente del Premio Borsellino: «Smentisco la voce delle dimissioni da presidente, soltanto perchè non ho cariche all'interno del Premio Borsellino: ragion per cui non posso dimettermi da una carica che non ho. Ho scoperto da un depliant di essere stato nominato presidente».

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