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Data: 05/12/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Treni soppressi, operatori commerciali in rivolta. Polemiche per le scelte di Trenitalia, il sindaco coinvolge il consiglio

VASTO Sindacati, operatori commerciali e turistici salgono sulle barricate. La paventata soppressione delle fermate dei treni a lunga percorrenza alla stazione Vasto-San Salvo preoccupa e spaventa.
«E' necessario aprire una vertenza con Trenitalia non solo per il servizio passeggeri, ma anche per i servizi offerti ai nuclei industriali», è il parere di Franco Zerra rappresentante provinciale della Cisl. La competitività delle aziende è strettamente legata ai servizi e ai collegamenti. «Declassare la stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo significa creare un grosso handicap e impoverire l'economia», insiste il sindacalista.
Dello stesso avviso sono i rappresentanti sindacali di Cgil, Uil, Fismic e Ugl. Non sono meno preoccupati gli operatori turistici. «I collegamenti sono la spina dorsale del turismo», ricordano gli albergatori. I politici del comprensorio continuano a invocare risposte e chiarezza da Trenitalia. «Esiste un piano industriale di Trenitalia che riguarda lo scalo di Vasto? Se sì, cosa prevede?», chiede il portavoce del circolo cittadino dell'Italia dei Valori, Michele Colantonio. E chiarezza invoca anche il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna. «Sono rammaricato perchè da diversi giorni ho inviato una nota ai dirigenti di Trenitalia ed Rfi chiedendo risposte sul futuro della stazione vastese. A tutt'oggi non ho ricevuto risposte», afferma rammaricato Lapenna. Il sindaco ha comunque deciso di portare la questione all'attenzione del prossimo consiglio comunale, perché «i collegamenti sono fondamentali per il futuro della città».

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