L'AQUILA - La Giunta regionale ha licenziato il bilancio di previsione e la Finanziaria 2010, che ora dovranno passare al vaglio del Consiglio. Il governatore Gianni Chiodi: «E' una Finanziaria rigorosa, che segue il difficile percorso di risanamento che ci porterà al riequilibrio del bilancio tra il 2011 e il 2012. Con grande sacrificio siamo riusciti a recuperare economie per il sociale e la cultura, vista anche la difficile situazione che la regione attraversa. E' la strada giusta per recuperare un disavanzo pesantissimo». Poi Chiodi sottolinea «il clima collaborativo instauratosi tra esecutivo e assemblea regionale. Rivolgo un invito al senso di responsabilità di tutti i consiglieri, quando si tratterà di discutere e approvare bilancio e Finanziaria». La manovra risente di due fattori-chiave: l'impossibilità per la Regione di nuovi indebitamenti e di mutui, e la destinazione di 150 milioni di euro agli obiettivi fissati dal Piano di rientro dal deficit sanitario. A ciò si aggiunge la minor disponibilità di risorse. Il bilancio ha una spesa corrente generale di quattro miliardi e 339 milioni, da cui detrarre l'avanzo di amministrazione (un miliardo e 504 milioni) e il fabbisogno del servizio sanitario (due miliardi e 227 milioni, ma si attende la ripartizione definitiva del Fondo sanitario nazionale, nella Conferenza delle regioni di mercoledì). La spesa di 150 milioni per il Piano di rientro dal deficit è coperta dalle entrate da maggiorazioni fiscali (140) e dalla tassa automobilistica regionale (10): dei 150 milioni, 98 serviranno per le rate delle cartolarizzazioni, il resto per i disavanzi del servizio sanitario. Tolta la sanità, il bilancio di previsione ha impegni di spesa per 463 milioni, compresi il funzionamento degli organi istituzionali, il pagamento degli stipendi dei dipendenti e le spese da oneri di mutui.
Giovanni D'Amico, Ds, ex assessore al Bilancio: «Finalmente, con il "via" della Giunta al bilancio, l'assessore Masci rivela dati reali, dopo che a gennaio Chiodi aveva parlato di "debito insostenibile". I dati dimostrano che si è invertita la progressione del debito, ora a tre miliardi e mezzo e non agli «oltre quattro» annunciati da Chiodi. E' una tendenza positiva che può essere gestita dalla Regione attraverso un buon governo. E' un'eredità che il governo di centrosinistra ha lasciato a Chiodi: il debito diminuisce dal 2007 al 2009 per circa 250 milioni l'anno».