Teramo. Frane, buche, manti stradali adatti ad altre realtà del globo terrestre, opere da terminare, manutenzione inadeguata. Questo è il calvario delle nostre vie di comunicazione all'interno del nostro territorio, una tribolazione per lo stesso utente cui non resta che vagheggiare corsie senesi o perfino sarde, dove il manto è quello di un biliardo e la cura quella di un'autostrada tra gli abeti di Hannover. Per Giulio Sottanelli, assessore provinciale al ramo, non ci sono storie: Lunardi e soci hanno avviato il teorema, poi applicato, di una personale devoluzione ai danni di noi centristi o sudisti, «i soldi sono andati in gran parte al compartimento Nord dell'Anas, a tutto nostro svantaggio». Pertanto, «con i soldi che ho in assegnazione non posso fare altro; le ripartizioni squilibrate verso altre aree geografiche ci penalizzano abbondantemente». Tommaso Ginoble porta un fulmine per capello quando gli si parla di strade, manutenzione e investimenti statali in questo settore. «E' una vergogna» sbotta l'assessore regionale ai trasporti, facendo intuire da subito la sua irritazione. Prima di tutto, l'assessore regionale smania per un incontro urgente con le parti, almeno per far chiarezza su quello che sta diventando il caso teramano. «Se non altro per aumentare, a differenza del resto dell'Abruzzo, la dotazione finanziaria per la manutenzione straordinaria e ordinaria delle nostre strade statali che versano in uno stato indecente». Poi, non lo dice, ma lo fa capire, «per le provinciali ci penserà Via Milli». Ovviamente, Ginoble non tira in causa la direzione regionale dell'Anas, «che non ha colpe», bensì quella nazionale di Roma «per quei trasferimenti che non sono mai sufficienti a coprire il nostro fabbisogno». «Stiamo facendo un grosso sforzo sia per completare il terzo lotto della Teramo mare entro Natale, che per infrastrutturare la pedemontana con interventi regionali. Tutto ciò per togliere la provincia di Teramo da quell'isolamento che l'attanaglia da un pezzo».