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Pescara, 22/04/2026
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Data: 06/12/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Bilancio regionale: pochi soldi, molti debiti. La Giunta approva la Finanziaria e il documento contabile di previsione del 2010. Il voto in Consiglio entro il 31 dicembre

La sanità si mangia oltre l'80% delle risorse. Chiodi: situazione difficile, necessari sacrifici

L'AQUILA. Una finanziaria «rigorosa» che tiene conto del «difficile percorso di risanamento» che dovrebbe avvenire «tra il 2011 e il 2012». Così il presidente della Regione Gianni Chiodi ha commentato il via libera della Giunta al bilancio di previsione e alla Finanziaria 2010.
Chiodi aveva annunciato già all'inizio del suo mandato un anno lacrime e sangue e il bilancio varato venerdì notte rispetta questa previsione, alla quale mancava quando su fatta la tragedia aquilana. «Avremo difficoltà», ha ammesso il governatore, «ma siamo consapevoli di aver intrapreso la strada giusta per recuperare un disavanzo che può essere considerato tra i più pesanti in Italia».
In particolare la manovra finanziaria deliberata dalla Giunta regionale risente dell'impossibilità da parte della Regione di indebitarsi ulteriormente e dunque contrarre mutui e la destinazione vincolata di 150 milioni di euro per l'attuazione di obiettivi inseriti nel Piano di rientro dal deficit sanitario. Questo ingessa la manovra perché, rispetto agli anni precedenti, le risorse disponibili sono sensibilmente inferiori alle esigenze dei singoli assessorati, anche se Chiodi ha precisato di aver recuperato risorse per la cultura e per il sociale, le più penalizzate dalle economie. Seguendo i numeri comuninicati dall'assessorato guidato da Carlo Masci sul bilancio di previsione 2010 la spesa corrente generale è di 4 miliardi 339 milioni. A questi vanno sottratti 1 moliardo 504 milioni di avanzo di bilancio e di impegni vincolati. Sul rimenente grava il fabbisogno del sistema sanitario regionale, che la direzione Bilancio ha stimato in 2 miliardi 227 milioni di euro. Si tratta di una stima in quanto la ripartizione definitiva del Fondo sanitario nazionale verrà sancita nella riunione della Conferenza delle regioni convocata per mercoledì e poi ratificata con delibera Cipe (la proposta del governo per l'Abruzzo è di 2 miliardi 291 milioni). In materia sanitaria bisogna poi aggiungere alla spesa 150 milioni di euro, che può contare sulle entrate da maggiorazioni fiscali (140 milioni) e da parte della tassa automobilista regionale (10 milioni), che è destinata a precisi obblighi derivanti dal Piano di rientro del deficit sanitario. Di questi 150 milioni di euro una parte, 98 milioni, finanzia le rate delle cartolarizzazioni, il restante copre invece i disavanzi del servizio sanitario regionale. Depurato della spesa sanitaria, che assorbe oltre l'80% dei conti, il bilancio di previsione ha scritto impegni di spesa per il 2010 che ammontano a 463 milioni di euro. Sono inserite in questa somma le spese per gli organi istituzionali e per il pagamento degli stipendi dei dipendenti della Regione, che ammontano a 150 milioni di euro, e le spese derivati da oneri di mutui per 78 milioni di euro. Il costo del debito complessivo per il 2010 ammonta a circa 190 milioni di euro, di cui 177 a carico della Regione (98 per le cartolarizzazioni e 78 per mutui) e 12 a carico dello Stato. Per gli assessorati restano circa 230 milioni. Il resto delle risorse bisognerà guadagnarsele sulla scena statale ed europea.

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