Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/05/2026
Visitatore n. 753.988



Data: 01/09/2006
Testata giornalistica: La Repubblica
Così la busta paga più pesante. Fiscal drag ai lavoratori e sconti Irap per le imprese

Roma.- Meno Irap sulle imprese per ridurre il cuneo fiscale e contributivo e restituzione del fiscal drag ai lavoratori. Sono le ipotesi più concrete allo studio dei tecnici del ministero delle Finanze per ridurre il costo del lavoro e per rinforzare un pò le retribuzioni. Due leve diverse per sostenere la competitività delle aziende e per rilanciare i consumi interni.
La strada dell'Irap permetterebbe di ottenere contemporaneamente due obiettivi: da una parte attenuare lo scarto tra il costo che l'imprenditore sostiene per ogni dipendente e quanto va nella busta paga di quest'ultimo; dall'altra cominciare a intaccare una tassa indigesta alle aziende e che da tempo è entrata anche nel mirino della Corte di Giustizia europea.
Il taglio al cuneo sarà complessivamente di cinque punti. Lo aveva promesso durante la campagna elettorale, e lo ha ribadito anche recentemente il presidente del Consiglio, Romano Prodi. I cinque punti dovrebbero essere così ripartiti: tre a beneficio del datore di lavoro e due a vantaggio dei lavoratori. Ma la partita è tutta da giocare al tavolo della concertazione perchè i sindacati chiedono di più (almeno il 40 per cento) per i foro rappresentati.
Un alleggerimento del costo del lavoro darà certamente fiato alle imprese. Anche perchè proprio i Paesi con un cuneo fiscale e contributivo più pesante sono quelli che negli anni passati hanno registrato le performance meno brillanti in termini di crescita del Pil: dalla Germania, alla Francia, all'Italia. Il taglio a vantaggio delle imprese non sarà selettivo. La linea del ministro. dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che proponeva di premiare le aziende più innovative, è rimasta minoritaria nella compagine governativa. Anche per il pressing che ha esercitato
la Confindustria. Il taglio sarà uguale per tutti. Con il rischio - paventato da diversi economisti - che molte imprese possano adagiarsi come ai tempi della svalutazione competitiva che, prima dell'euro, permetteva di mantenere quote di mercato (sfruttando il vantaggio del cambio) senza investire in innovazione del prodotto o del processo produttivo.
Sul tavolo c'è ancora l'ipotesi di favorire maggiormente le imprese del Mezzogiomo. Schierato apertamente per questa possibilità e il viceministro per lo Sviluppo economico, Sergio D'Antoni. Ma - anche su questo - la Confindustria ha già fatto sapere che non ci sono margini di accordo. Viale dell'Astronomia considera contraddittoria questa eventualità con l'obiettivo di incentivare la competitività del sistema, visto che sono collocate più nel centronord le imprese che competono sui mercati internazionali.
I tecnici del governo stanno lavorando sull'ipotesi di rendere deducibili dall'lrap i cosiddetti oneri impropri che pesano per circa il 3 per cento sul costo del lavoro a carico delle imprese. Si tratta di voci che vengono finanziate dal sistema produttivo ma che in realtà dovrebbero essere a carico della fiscalità generale: si va dall'indennità di malattia, al contributo per la lotta contro la Tbc; dalla disoccupazione alla maternità; dalla cassa integrazione all'indennità di mobilità.
Sul versante dei lavoratori si agirà attraverso la restituzione del fiscale drag, cioè di quella parte di retribuzione che è finita in tasse per effetto dell'inflazione. Un'altra possibilità è quella di fare leva sulle aliquote Irpef, modificando il secondo modulo della riforma Tremonti e fissando, per esempio, l'aliquota del primo scaglione(fino a 26 mila euro l'anno) al20% anzichè all'attuale23%.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it