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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tasse, Bertolaso assicura: «Sospese anche nel 2010». La misura in un decreto, Chiodi: «Decisivo il dialogo con il Governo»

La notizia arriva al termine dell'ennesima giornata di tensione. In mattinata il centrosinistra aveva chiamato a raccolta la città per una grande manifestazione di protesta giovedì a Montecitorio, in contemporanea con il voto dell'emendamento tanto contestato. Il Governo, d'altronde, aveva tirato dritto, approvando la Finanziaria in commissione Bilancio alla Camera (e quindi anche il provvedimento sulle tasse) solo con i voti di Pdl e Lega, visto che Pd, Idv e Udc avevano abbandonato la seduta per protesta dopo una nottata intera di pressing. In serata poi, complice il forcing di Gianni Chiodi («Decisivo il dialogo con il Governo»), che comunque parla di «operazione finanziaria estremamente onerosa per le casse dello Stato», e l'intervento diretto del premier, Silvio Berlusconi (preoccupato anche delle possibili ripercussioni elettorali), arriva l'annuncio di Guido Bertolaso: «Le tasse per gli abruzzesi colpiti dal terremoto del 6 aprile saranno sospese anche nel 2010. Spero di aver così tranquillizzato i nostri amici aquilani ai quali ancora una volta stiamo dando prova di grande serietà e coerenza». Bertolaso ha spiegato che il Governo sta lavorando a un decreto legge, lo stesso in cui ci sarà la chiusura dell'emergenza rifiuti in Campania, il passaggio di consegne dal Dipartimento della Protezione civile alle autorità locali abruzzesi per la gestione della ricostruzione post terremoto e la ristrutturazione della Protezione civile. Il centrosinistra, però, è cauto. Il deputato del Pd, Giovanni Lolli, frena gli entusiasmi: «Sarei contento, ma smetteremo di protestare solo quando vedremo norme scritte. Non possiamo fermarci davanti all'ennesima promessa». Anche Massimo Cialente non ci crede: «Vi ricordate quando volevo restituire la fascia? Letta e Berlusconi mi promisero di inserire la questione delle tasse in Finanziaria. Ora, invece, spunta il decreto - Campania, nel quale si fatica a far passare anche l'unità di missione per la ricostruzione. Come si fa, poi, a trovare la copertura finanziaria con un decreto legge? È il tentativo di Bertolaso, fino all'ultimo, di salvare il salvabile. Noi oggi, più di ieri, ci mobiliteremo e faremo il Consiglio comunale in zona rossa. Si è sparsa la voce che è stato dato troppo qui: invito gli italiani, allora, a fare il "pellegrinaggio della curiosità" per vedere davvero cosa è accaduto in questa città». «Ottima notizia - commenta Stefania Pezzopane -. Bertolaso ci dà ragione e riconosce la giustezza delle nostre richieste. Lo stato di mobilitazione quindi rimane, visto che ha già dato i suoi primi frutti, fino alla firma del Decreto e alla sua copertura finanziaria». Nella mattinata di ieri, al termine dell'assemblea convocata dalla Provincia all'auditorium Carispaq, sono state decise alcune forme di protesta, confermate in serata nonostante l'annuncio di Bertolaso. Giovedì, durante il voto alla Camera, ci saranno gli aquilani: amministratori, politici, sindacati, categorie, associazioni, semplici cittadini. Protesteranno, ma cercheranno anche di incontrare Gianfranco Fini e i capigruppo della Camera. Una grande manifestazione, insomma, la seconda dopo quella del 16 giugno. Alla riunione di ieri, sollecitata dalla Provincia, hanno partecipato i parlamentari abruzzesi di opposizione (erano invitati anche quelli di maggioranza, ma non si sono visti). Dal dibattito sono scaturite proposte clamorose: la convocazione dei Consigli comunale (domani alle 9,30) e provinciale in zona rossa; un ricorso al Tar contro la Finanziaria o addirittura uno sciopero fiscale, qualora non si trovi la strada per cambiare il corso delle cose. «È offensivo - ha rimarcato la Pezzopane durante l'incontro - che si applichi su noi soli una simile disparità rispetto ad Umbria, Marche, Molise. Come se non avessimo gli stessi diritti o le stesse difficoltà». Lolli ha attaccato: «Ci sarà una zona franca al contrario: qui, nei prossimi cinque anni, si pagheranno più tasse che in qualunque altra zona d'Italia».

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