Bello è bello. Simbolo lo sta diventando, in una città così avara di simboli. Se e quanto sarà funzionale lo sapremo solo vivendo. Il tanto atteso "P-Day" è finalmente arrivato: il Ponte del Mare sarà consegnato ufficialmente alla città. Un'opera unica sotto molti aspetti, capace da sola di segnare il passaggio da una stagione politica ad un'altra Un'inaugurazione che imbarazza il centro destra, che salirà sul "ripidissimo" ponte con il naso un po' storto, e inorgoglisce il centro sinistra, spiazzato dallo scivolone giudiziario di Luciano D'Alfonso ma rianimato dall'invito che Albore Mascia ha rivolto al suo predecessore. Tutto considerato, non c'è da stupirsi se la cerimonia non sarà proprio in pompa magna. La giornata si aprirà con la processione del vescovo Valentinetti. Alle 17,30 spettacolo degli acrobati Sonics, in un gioco di luci e piroette. Il giorno non è dei più caldi e forse la sovrappoizione del Ponte con il "ponte" dell'8 dicembre, renderà ancor meno appetibile la manifestazione. Voce di Mazzocchetti e ospite d'onore l'italo-americano Vincent Tummino: non è il Papa né il Cardinal Bertone, ma è comunque un eroe, capo dipartimento dei vigili del fuoco di New York durante e dopo l'11 settembre. In Abruzzo per partecipare alla serata di solidarietà organizzata dall'associazione Nuova Acropoli, sarà lui a tagliare il nastro.
Fra il pubblico, e in silenzio, Luciano D'Alfonso. A parlare per lui saranno i nostalgici e gli attivisti del Pd che da tempo cercano soluzioni per solennizzare l'evento, strappare la scena e rivendicare la paternità del Ponte del Mare. Accantonata l'idea di un grande girotondo, hanno optato per un volantinaggio che chiarirà i meriti politici dell'opera e citerà i grandi oppositori del centrodestra, da Masci a Mascia, a Sospiri, oggi "convertiti" alla bellezza e all'utilità del Ponte. Ci sarà ovviamente spazio per la meraviglia del presidente della Camera Fini. Una "protesta" pacifica, hanno assicurato i vertici del Pd alla Digos che terrà comunque sotto controllo la manifestazione. Ma a parlare per D'Alfonso ci sarà anche Alberto De Marco, vispo 96enne simbolo della pescaresità, che ha assicurato che cercherà di prendere la parola per ricordare a tutti chi è il «vero padre del Ponte, criticare l'inutile dissenso e ammonire la Giunta Mascia per la grande svista Pichler». Al mancato invito ufficiale del progettista politico i consiglieri del Pd rispondono con una loro lettera, l'embrione di una contro-inaugurazione che dovrebbe tenersi domenica mattina, all'ora del passweggio, alla presenza di Pichler.