Quando alle 18,55 di ieri il sindaco Luigi Albore Mascia in fascia tricolore ha tagliato il nastro del Ponte del Mare, Luciano D'Alfonso alla testa del suo popolo adorante aveva già percorso più di metà strada risalendo dalla sponda di Borgo Marino sud stringendo mani e distribuendo abbracci, marcato stretto dal suo legale, l'avvocato Giuliano Milia.
La barriera eretta tardivamente dagli uomini della Polizia municipale ha bloccato il passo agli "invasori" - rimasti sospesi sulla rampa - lasciando aperta al sindaco l'altra corsia, quella per le bici (inaugurata da Danilo Di Luca) dove Luigi Mascia è passato a piedi. Senza neppure incrociare un'occhiata col suo predecessore salito prima di lui a mo' di sfida. Proseguendo, Mascia s'è ritrovato a passare di fianco alla "fiumana" dalfonsiana ed è stato fischiato e apostrofato in modo sgradevole; qualcuno l'ha esortato a pulire le strade sporche e a fare di più per la città. Una situazione spiacevole e imbarazzante che per Mascia ha avuto il sapore dell'imboscata politica. Prevedibile, del resto, che potessero esserci momenti di tensione. Già prima della manifestazione consiglieri comunali del Pd avevano distribuito volantini per rivendicare il merito dell'opera e ricordare le aspre critiche che il centrodestra, in particolare per voce di Mascia, aveva espresso bocciando il Ponte del Mare. Sempre ieri una (spontanea?) claque dalfonsiana s'era piazzata alle spalle del parterre degli ospiti salutando con cori e applausi i momenti in cui, durante la cerimonia, l'ex sindaco è stato nominato.
Questione di secondi, ma sul ponte c'è stata fibrillazione subito dopo il taglio del nastro. A stemperare la tensione non è certo bastata la formale stretta di mano tra Mascia e D'Alfonso finalmente l'uno di fianco all'altro, poco dopo, sulla sponda di Portanuova: «Complimenti, bella cerimonia» ha detto Luciano a Luigi, «faremo un altro ponte». Dopodiché le strade dei due si sono divise. Il sindaco ha fatto marcia indietro ed è ritornato sulla sponda nord, sotto la Madonnina dove in mattinata era stata collocata una corona d'alloro per celebrare il giorno dell'Immacolata.
Affiancato dal prefetto Orrei, dal vicesindaco Fiorilli e dall'assessore Teodoro, durante il tragitto il sindaco Albore Mascia ha raccolto il saluto, l'affetto e i complimenti da alcuni pescaresi: attestati di fiducia che l'avranno certo aiutato a superare il momento più teso e più brutto di una cerimonia altrimenti sobria e indovinata per stile e contenuti, curata nei dettagli dal vicesindaco Fiorilli, a fine serata pubblicamente "promosso sul campo" dal sindaco stesso.
L'inaugurazione del Ponte del Mare ha richiamato almeno diecimila cittadini, arrivati sulle due sponde del Pescara per godersi una festa (con maxischermo al porto). La festa per un'opera che da oggi appartiene alla città e salutata ieri calorosamente dall'applauso dei pescaresi tutti. «Non è questo il giorno delle polemiche, consegniamo alla città un'opera discussa ma che diventerà simbolo di Pescara» ha detto il sindaco. «Un miracolo realizzato a tempo di record, costato solo 7 milioni e mezzo e sostenuto da mecenati che hanno a cuore Pescara» hanno sottolineato il presidente di PescarAbruzzo Mattoscio e l'ingegner Siviero, colui che il Ponte del Mare l'ha collaudato e del quale ieri ha constatato con orgoglio la tenuta. Il sindaco Albore Mascia ha parlato della Pescara che verrà, ha annunciato un nuovo, grande teatro «firmato da un'Archistar che porrà rimedio alla perdita del Pomponi».