Ci piace, ci piace, ci piace. Adesso è veramente ufficiale: il Ponte del Mare è stato promosso dai pescaresi. E a confermarlo sono i tanti, tantissimi che ieri hanno affollato la Madonnina. Il Ponte ha dunque battuto il ponte, quello dell'8 dicembre, e il pubblico, nel giorno più bello, è stato quello delle grandi occasioni. «Si poteva fare qualche altra cosa con quei fondi», «in effetti un po' ripido lo è», «ma è davvero utile?». Le critiche, quelle di sempre, non sono mancate, ma anche gli oppositori più ostinati hanno dovuto aggiungere: «Comunque, bello è». «Pescara deve guardare in alto - dice la signora Gianna mentre alzava gli occhi verso l'opera -. Non è questione di cosa si potesse o dovesse fare in più con quei soldi, questo ponte è il simbolo di una città che vive di mare e non importa se sia davvero funzionale». E certo è, secondo Simone Di Norscia, «che neanche la Torre Eiffel è funzionale, ma i francesi non potrebbero immaginare Parigi senza. Mi inorgoglisco davanti alla nuova cartolina di Pescara». E la sensazione, fra la folla, è proprio quella: oggi ci sentiamo tutti un po' più pescaresi. «La nostra città è bella, bellissima - ha commentato Giacomo, un giovane studente universitario -, ma aveva bisogno di una ciliegina. Ed eccola qua: un balcone sull'Adriatico, di una qualità tecnica e architettonica eccezionale». «E pur vero - ha commentato il signor Alfonso (senza D') ridendo - che se non ci piacesse non saremmo venuti alla sua inaugurazione. Però aggiungo: prima non lo voleva nessuno, adesso mi sembra che lo applaudano tutti». Un applauso che fa felici, più di tutto, gli ex assessori, oggi consiglieri d'opposizione, della giunta D'Alfonso che, durante la cerimonia, non si sono risparmiati e, a testa alta, hanno consegnato a tutti i presenti volantini che ripercorrono la cronistoria della struttura. «Il nostro popolo è tutti qui, ma ci sono anche molti di quelli che dicevano che era inutile - spiegano Del Vecchio e D'Angelo -. Le persone apprezzano il bello e ciò che rende bella la loro città». «Questo è il simbolo della nostra amministrazione e di tutta Pescara - ha commentato con orgoglio Di Pietrantonio -. Questa inaugurazione è il rilancio delle capacità del centro sinistra». E se per Balducci è sufficiente guardarsi intorno per commentare l'evento, Blasioli ha detto: «Oggi è una giornata storica per Pescara. La città ha un ponte ciclopedonale, in linea con la filosofia europea di mobilità sostenibile». E mentre alla Madonnina la festa continua, sul lungomare sud una festa nella festa, tutta per l'ex sindaco, Luciano D'Alfonso, che ieri ha ritrovato molti amici e nostalgici. Moltissime le persone in fila per poterlo salutare, baciarlo e stringergli la mano. Per lui applausi e cori, "Luciano torna" e "Grazie Luciano". «Il ponte dovrebbero intitolarlo a lui», si sente borbottare fra la folla, e poi ancora: «Durante la cerimonia non lo hanno nominato, eccetto Chiodi, perché si vergognano». E se D'Alfonso non ha risparmiato abbracci e sorrisi è stato, però, avido di parole. Per lui solo poche battute di risposta alle domande «perché non è alla Madonnina?» e «andrà sul ponte?». «Ho preso l'impegno di essere silente - dice ridendo l'ex sindaco -. Ma vi risponderò dicendo che sono sul lungomare sud perché è qui che ho trovato il parcheggio e che sul ponte ci salirò, rispettando l'usanza turca che vuole che chi lo ha pensato ci salga per primo sopra e ci passi anche sotto».