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Data: 09/12/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Traffico caos, il piano non c'è a Lanciano. Il Put pagato e mai operativo in nove anni. Parcheggi introvabili

LANCIANO. Traffico-caos e parcheggi introvabili: la città "scoppia", soprattutto nei periodi di festa. Troppe auto in circolazione su strade non più adatte. L'unico strumento in grado di ridisegnare la viabilità, il piano urbano del traffico, (Put) è chiuso nei cassetti da 9 anni. «Ed il fatto più scandaloso», sostiene Franco Ferrante, capogruppo Pd in consiglio comunale, «è che è stato pure pagato 100 milioni di lire dalla giunta Paolini».
Il Put dopo un paio di anni già non rispondeva più alle esigenze della città. «E' l'ennesima araba fenice di quest'amministrazione che non risolve i probemi di una città soffocata dal traffico e dalla mancanza di parcheggi, per liti interne alla maggioranza, le stesse liti che fanno scricchiolare il Prg», rimarca Ferrante.
«Il Put è fondamentale per lo sviluppo della città», aggiunge Paride Marinelli, consigliere di Rifondazione comunista, «ma è stato messo da parte come il piano antenne».
Ma la sorte del Put è legata ai cambiamenti delle scelte politiche del sindaco Paolini: era una priorità nei primi tre anni di amministrazione (nel marzo 2003 dopo una mozione presentata dall'opposizione sullo stato di attuazione del piano, Paolini aveva garantito che in 20 giorni sarebbe arrivata la versione definitiva), ma dal 2005 è passato in secondo piano, fino a sparire dai programmi, inghiottito, come altri progetti, dal Prg.
Eppure, nonostante il Put sia fermo, alcuni percorsi sono stati ridisegnati con ordinanze ad hoc, come le limitazioni al traffico (Ztl) a Lancianovecchia.
Le altre Ztl nel centro storico sono state bloccate dall'opposizione nella commissione statuto e regolamenti. «Occcorre avere un piano organico della viabilità in cui calare le zona a Ztl», sostiene il Pd. Diverso il parere del presidente della commissione statuto, Alessandro Di Martino (Pdl), che ritiene il Put «necessario, ma non fondamentale per l'approvazione delle Ztl». Tuttavia Di Martino sostiene che le Ztl rischiano di «restare sulla carta in attesa dei nuovi studi sui flussi di traffico sui quali occorre costruire il nuovo piano che deve poi essere calato nel Prg».

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