Albore Mascia promette un futuro di «strutture belle e utili» che cambieranno la città
Al Ponte del mare targato D'Alfonso, Mascia contrappone «altri ponti, altre opere che questa Amministrazione realizzerà nel corso della consiliatura». Così Luigi Albore Mascia lancia il guanto di sfida a Luciano D'Alfonso, che lo aveva battuto al primo turno un anno e mezzo fa e che lo ha battuto anche l'altra sera sul terreno della popolarità. Per il sindaco, la prima passeggiata sul Ponte si è trasformata in una Via Crucis, con la folla che acclamava D'Alfonso, mentre a lui riservava addirittura fischi al momento della fatidica stretta di mano sul lato sud. Serviva uno scatto d'orgoglio e Mascia ci ha provato a botta calda, rilanciando l'idea «del ponte bello e utile», da contrapporre a quello «solo bello». Per vincere la sfida con chi lo ha preceduto in Municipio, Mascia punterà «su progetti innovativi per realizzare opere godibili e funzionali al tempo stesso», è il suo pensiero. Una reazione d'orgoglio attesa dal centrodestra, sia da parte di chi ha creduto fortemente nella sua ricandidatura sia da coloro che oggi sono critici nei suoi confronti. Sul piano delle idee, Mascia sembra pronto a battersi, su quello della popolarità il confronto è impari e il sindaco lo ha verificato sulla propria pelle. Del resto sei anni non si cancellano in sei mesi e i pescaresi lo hanno fatto capire chiaramente. Per Luciano D'Alfonso, la sera dell'Immacolata resterà memorabile, come nella stua storia recente rimarrà indelebile il mese di dicembre. Un anno fa, proprio di questi tempi, esattamente il 14, ci fu il bagno di folla in piazza Salotto per l'inaugurazione dello Huge Wine Glass di Toyo Ito, il calice piangente che sarebbe miseramente imploso appena due mesi dopo. Il 15 dicembre agli evviva della piazza seguì l'arresto che segnò profondamente l'avventura umana e politica di D'Alfonso. A un anno di distanza un altro bagno di folla, stavolta non programmato: Luciano D'Alfonso ha provato a tenere un profilo sobrio, ben presto spazzato via dall'entusiasmo che lo ha travolto e dal quale si è lasciato piacevolmente travolgere. Il futuro prossimo gli riserva il processo legato ai guai giudiziari, ma D'Alfonso medita un ritorno in grande stile. Per lui, i peana dell'Immacolata sono la conferma che «la sfida delle idee» non è ancora persa. Dietro quel «tornerò presto», lanciato in risposta all'implorazione di un maturo signore, c'è la tigna tutta abruzzese di chi non molla mai.