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Pescara, 15/05/2026
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Data: 02/09/2006
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade. Di Pietro, problema è concessione non fusione

(ANSA) - ROMA - ''Due societa' si possono fondere, come 2 persone si possono sposare. Ma non si puo' portare in dote quello che non si ha, in questo caso la concessione, che e' del pubblico. Noi siamo intervenuti sulla concessione, non sul matrimonio o sulla fusione''. Cosi' dai microfoni di Baobab (Radio 1), il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, ritorna sulla fusione fra Autostrade e la spagnola Abertis. ''Sui chilometri di autostrada - ha aggiunto il ministro - i cittadini pagano il pedaggio. E' un monopolio naturale, non c'e' nessuna concorrenza. E' quindi un dovere del pubblico difendere i consumatori''. Tanto piu' - rincara Di Pietro - ''che Autostrade per l'Italia doveva fare 2-3 miliardi di investimenti che non ha fatto. Soldi che i cittadini hanno gia' pagato coi pedaggi''. Ribadendo di non ''aver nulla contro Abertis, societa' seria, quotata'', il titolare delle Infrastrutture si e' detto sicuro che in sede europea l'Italia sapra' spiegare di non voler ostacolare in alcun modo una fusione fra 2 societa', ma tutelare i cittadini. Interrogato poi sulla possibilita' di introdurre pedaggi su raccordi e tangenziali cittadine, Di Pietro ha spiegato che se ne sta occupando ''nella riscrittura del Piano Infrastrutturale'' e che il problema e' l'immissione su queste arterie di traffico proveniente dalle autostrade a pagamento, che oltretutto le congestiona. ''Bisogna fare in modo - ha spiegato - che il traffico locale circoli senza pagare, ma chi le attraversa deve invece pagare. Bisogna creare dei complanari, cioe' delle strade parallele'' per i due tipi di traffico

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