Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.361



Data: 10/12/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Tfr dall'Inps allo Stato, no dei sindacati. La Cgil accusa la Confindustria: è debole con il governo

ROMA. Insorgono i sindacati contro la decisione del governo, inserita nella Finanziaria, di utilizzare 3,1 miliardi di euro del Tfr accantonati dai lavoratori e gestiti in un Fondo dall'Inps, per coprire parte della manovra economica. Guglielmo Epifani, leader della Cgil, parla di «occasione persa» e accusa la Confindustria di scarsa autonomia dal centrodestra. Il governo, con il ministro del Welfare Sacconi, cerca di spegnere l'incendio assicurando che «sono garantite le erogazioni ai lavoratori». Ma l'ipotesi di finanziare spese correnti con i soldi accantonati non piace nemmeno a Uil e Cisl. Durissimi gli esponenti di Pd, Idv e Sinistra.
Epifani dà fuoco alle polveri: «Se si vuole destinare il Tfr presso l'Inps - afferma - bisogna usarlo per sostenere l'economia». Invece se ne vuole fare «un uso disinvolto». Poi accusa la Confindustria di operare una sorta di collateralismo al governo Berlusconi perché le imprese «quando fu deciso il trasferimento verso l'Inps, parlarono di scippo». Allora governava il centro sinistra di Prodi e la Cgil ottenne di utilizzare quei fondi «a favore degli investimenti per le aziende e per le infrastrutture». Invece ora il governo «prende questi soldi e li usa a suo piacimento per finanziare la spesa corrente». Perché «Confindustria è molto forte con certi governi e molto debole con gli altri?», si chiede Epifani che lamenta il silenzio dell'organizzazione di viale Astronomia accusata d «perdere credibilità». Ma Alberto Bombassei, il numero due di Confindustria, parla di accuse fuori luogo perché «questa nuova misura non ha alcun impatto sulle imprese né sui lavoratori». Stessa linea seguita dal ministro Sacconi, secondo il quale si tratta solo di «corrette iscrizioni contabili». Ma Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, segretari di Cisl e Uil, parlano di «ingiusto sacrificio» e chiedono chiarimenti al governo e all'Inps perché dicano chiaramente «che i lavoratori non perderanno nulla delle loro liquidazioni». E' un «furto ai lavoratori» accusano i comunisti italiani: si dicono «pronti alle barricate» e chiedono ai sindacati di «rispondere con la lotta».
L'utilizzo delle eccedenze di Trattamento fine rapporto «rappresenta per certi versi un incremento del debito potenziale dello Stato», dice il presidente dei Dottori commercialisti, Siciliotti.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it