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Data: 10/12/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Il dopo terremoto - Tasse, «no» dalle macerie. Consiglio nella zona rossa, oggi protesta a Roma

L'AQUILA. Una montagna di macerie, tanto alta da coprire quasi la statua di Sallustio. E tutto intorno solo palazzi devastati e operai al lavoro per salvare il salvabile in attesa della ricostruzione di cui, però, ancora non c'è traccia. È qui, davanti alla torre civica e al «vecchio» Municipio, che ieri i consiglieri comunali hanno deciso di riunirsi, «violando» la zona rossa.
Una «forzatura», il primo atto di una mobilitazione «che cesserà» ha esordito il presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti «solo quando avremo la proroga della sospensione delle tasse e lo stesso trattamento fiscale riservato anni fa ai terremotati di Umbria e Marche. Questa è una seduta concepita per accendere i riflettori sulla difficile situazione in cui versa la nostra città e il nostro centro storico, in un momento in cui c'è il rischio che si ritorni alla normale contribuzione, qui dove di normale non c'è più nulla».
GLI IMPEGNI DISATTESI. «Ci sentiamo umiliati e feriti» ha affermato il sindaco Cialente rivolgendosi ai consiglieri comunali, ai rappresentanti di istituzioni e associazioni e ai cittadini che, nonostante il freddo, non hanno voluto mancare all'appuntamento. «Hanno detto che questa è la tragedia più grande accaduta in Italia negli ultimi cento anni, eppure ora ci vengono negati atti e strumenti per poterla fronteggiare. È stata sbagliata la strategia per quel che riguarda gli alloggi ed ora, mentre migliaia di persone aspettano ancora di poter tornare all'Aquila, ci comunicano - in barba agli impegni assunti - che dovremo ripagare da subito le tasse e che da giugno dovremo restituire per intero gli arretrati. E il tutto avviene mentre vengono destinati solo 45 milioni di euro per la zona franca. Con la Finanziaria ormai decisa, ci restano solo due possibilità: il decreto legge - annunciato da Bertolaso ma della cui esistenza non c'è ancora certezza - o il Milleproroghe. C'è da capire se si può contare sui fondi dello scudo fiscale, ma sarà un'impresa perché in Parlamento sono in molti a pensare che L'Aquila ha avuto già troppo. A questi diciamo di venire a vedere con i loro occhi in che condizioni stiamo e quale realtà, diversa da quella rappresentata dalle televisioni nazionali, siamo costretti a vivere».
ISTITUZIONI IN CAMPO. È toccato poi alla presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane lanciare l'appello alla «mobilitazione permanente delle istituzioni, che potrà rientrare solo quando il decreto per L'Aquila annunciato da Bertolaso diventerà una realtà» ha detto. «Un decreto che dovrà contenere coperture finanziarie e gli stessi parametri per la restituzione delle tasse adottati in occasione di altre emergenze. Chiediamo solo coerenza e giustizia. Siamo persone serie che non amano andare in giro con il cappello in mano»

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