ROMA Centomila dipendenti pubblici caleranno nelle strade della capitale. Così almeno annuncia la Cgil, che oggi tiene il suo terzo sciopero generale del pubblico impiego in diciotto mesi. Il motivo della protesta è noto: il governo, nella legge Finanziaria, non ha previsto le risorse per rinnovare i contratti che scadranno a fine anno. Questo significa che nel 2010 gli stipendi resteranno fermi, per avere una rivalutazione delle buste paga bisognerà attendere almeno il 2011. Inoltre si protesta contro i tagli alla scuola e all'università.
«Ci aspettiamo uno sciopero che riesca, una buona partecipazione alla manifestazione» dice il segretario generale Guglielmo Epifani. «Le ragioni della protesta continua Epifani sono la condizione della scuola, della ricerca e delle università, in grande difficoltà ed incertezza. Più che riforma si riducono risorse per gli investimenti, la formazione e l'istruzione. Per quanto riguarda i contratti del pubblico impiego siamo in realtà alle pure disponibilità di parola a cui non corrispondono effettivi stanziamenti di risorse».
La manifestazione di oggi vedrà anche la partecipazione degli studendi dell'Onda. L'Unione degli studenti sfilerà al fianco della Cgil «per ribadire la pretesa di riprendersi un futuro sempre più messo in discussione dai tagli e dalle riforme sulla governance di scuola e università (disegno di legge Gelmini e proposta di legge Aprea)». Gli studenti fra l'altro lamentano di non aver potuto tenere un loro corteo separato: la manifestazione (da piazza Aldo Moro a viale Trastevere) che avevano organizzato insieme con i precari della scuola è stato vietata dalla Questura. Per questo sfileranno seguendo lo stesso percorso dei dipendenti pubblici.
Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ironizza sulla protesta della Cgil sostenendo che in realtà le adesioni agli scioperi del pubblico impiego sono sempre molto basse: «La media degli ultimi tre scioperi generali è stata del 7-8%» sostiene Brunetta. La novità degli ultimi tempi è che a polemizzare contro la Cgil non sono solo i ministri, ma anche gli altri sindacati. La Cisl diffonde un volantino che illustra le ragioni per cui ha scelto di non scioperare, e che si conclude con la domanda: «Perché gli altri scioperano?» Il segretario della Uil Luigi Angeletti critica la Cgil osservando: «Dovrebbero aver presentato almeno una piattaforma per sapere cosa vogliono. Chiedono il rinnovo dei contratti, ma la piattaforma non l'hanno presentata». Epifani ribatte dicendo di «rispettare la scelta» altrui di non scioperare, ma poi aggiunge: «Sino ad oggi gli altri sindacati non hanno fatto sostanzialmente nessuna iniziativa di massa. Quando c'era il governo Prodi ne minacciavano uno al giorno, oggi li vedo molto più tiepidi».